L’agrivoltaico Serra Archimede sviluppato nel Ragusano è stato selezionato da Innovit, il programma dedicato all’innovazione italiana promosso dal Ministero degli Affari Esteri attraverso l’Italian Innovation and Culture Hub di San Francisco. La candidatura apre al progetto siciliano un percorso di confronto internazionale con l’ecosistema della Silicon Valley e arriva mentre a Ragusa si è svolto l’evento “Coltiviamo Energia”, dedicato allo sviluppo delle tecnologie che integrano produzione agricola ed energia rinnovabile.
Al centro del progetto c’è un sistema che punta a superare una delle principali criticità dell’agrivoltaico tradizionale: la convivenza tra impianti fotovoltaici e coltivazioni in serra. L’obiettivo è consentire la produzione agricola e quella energetica nello stesso spazio, senza sottrarre terreno alle attività agricole.
L’iniziativa ha richiamato 120 imprenditori e operatori del settore provenienti da diverse regioni italiane, segnale dell’interesse crescente verso modelli produttivi che coniughino sostenibilità, innovazione e competitività delle aziende agricole.
Sul piano istituzionale, il progetto è stato indicato come coerente con il percorso avviato dalla Regione Siciliana sul nuovo disegno di legge dedicato all’energia. L’assessore regionale all’Energia, Francesco Colianni, ha spiegato che il testo in discussione prevede strumenti di accelerazione autorizzativa anche per l’agrivoltaico avanzato, definendolo un modello capace di integrare agricoltura e produzione energetica.
A sostegno della sperimentazione interviene anche il contributo scientifico del Dipartimento di Agricoltura dell’Università di Catania. Il professor Cherubino Leonardi ha evidenziato come sistemi di questo tipo richiedano una progettazione calibrata sulle esigenze delle diverse colture e una continua validazione agronomica, sottolineando il ruolo della collaborazione tra ricerca e imprese.
Durante l’incontro è arrivato anche il sostegno delle principali organizzazioni di rappresentanza del comparto agricolo e industriale. Confagricoltura Sicilia, Coldiretti Siracusa e Ragusa e Confindustria Sicilia hanno espresso interesse verso un modello che punta a integrare la transizione energetica con la tutela della produzione agricola. Secondo quanto riferito da Roberto Franchina, consigliere delegato per le Politiche strategiche per il Mezzogiorno di Confindustria Sicilia, il progetto avrebbe ottenuto una valutazione positiva anche nei tavoli ministeriali dedicati al settore.
L’infrastruttura continua intanto a crescere. Dopo un primo prototipo da 360 metri quadrati, oggi il sistema occupa oltre un ettaro, mentre la società promotrice guarda allo sviluppo di nuove applicazioni legate a batterie di accumulo, intelligenza artificiale, idrogeno verde e gestione dei dati energetici. La giornata si è conclusa con una visita all’impianto realizzato a Punta Secca, nel territorio di Santa Croce Camerina, considerato il primo esempio operativo del modello Serra Archimede.



