Alla Commissione Finanze del Senato prosegue il confronto sulla rottamazione cartelle nell’ambito della conversione del decreto Carburanti ter (DL n. 63/2026). Sul tavolo ci sono sei emendamenti che puntano a modificare in modo significativo il perimetro della definizione agevolata. Tra le ipotesi, la riapertura dei termini fino al 31 luglio 2026 e l’estensione della rottamazione quinquies anche agli accertamenti fiscali.
La discussione sulla rottamazione cartelle entra in una fase cruciale al Senato. In Commissione Finanze sono attualmente in esame sei emendamenti collegati alla conversione del decreto Carburanti ter, il DL n. 63/2026, che mirano a intervenire sia sulla rottamazione quinquies sia sulla precedente rottamazione quater, ormai in fase di chiusura.
Il nodo principale riguarda l’ipotesi di ampliare ulteriormente la platea dei contribuenti interessati dalla definizione agevolata delle cartelle esattoriali, con un’estensione che includerebbe anche gli atti di accertamento.
Rottamazione cartelle, le ipotesi sul tavolo del Senato
Tra le proposte in discussione figura la possibilità di estendere la rottamazione quinquies agli accertamenti fiscali, ampliando quindi il perimetro rispetto alle edizioni precedenti della definizione agevolata.
Un altro punto centrale riguarda la possibile riapertura dei termini fino al 31 luglio 2026, che consentirebbe a nuovi contribuenti di aderire o a chi è decaduto di rientrare nei piani di pagamento.
Le modifiche in esame si inseriscono in un quadro più ampio di revisione degli strumenti di riscossione, con l’obiettivo dichiarato dai proponenti di rendere più flessibile la gestione dei debiti fiscali e delle rateizzazioni in corso.
Tutela per chi è in regola con i pagamenti
Un ulteriore emendamento riguarda la posizione dei contribuenti che stanno già rispettando i piani di pagamento della rottamazione o delle rateizzazioni ordinarie.
La proposta prevede misure di tutela contro eventuali azioni esecutive, in particolare il blocco dei pignoramenti sui conti correnti da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione per chi risulta regolare con le scadenze.
L’obiettivo, secondo quanto emerso nel dibattito parlamentare, sarebbe quello di evitare situazioni di sovrapposizione tra pagamenti in corso e nuove procedure cautelari.
Il contesto della riforma della riscossione
La rottamazione cartelle rappresenta da anni uno degli strumenti più utilizzati per la gestione del magazzino della riscossione fiscale. Le varie edizioni della definizione agevolata hanno consentito ai contribuenti di estinguere i debiti con sanzioni ridotte e piani di pagamento dilazionati.
Secondo i dati pubblicati dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, le precedenti rottamazioni hanno coinvolto milioni di posizioni debitorie, contribuendo alla riduzione dello stock complessivo delle cartelle, pur con percentuali di adesione e di decadenza variabili nel tempo.
La nuova fase di discussione parlamentare si inserisce quindi in un contesto già consolidato, ma con l’obiettivo di ampliare ulteriormente gli strumenti a disposizione dei contribuenti e, al tempo stesso, migliorare l’efficacia della riscossione.
Un iter ancora aperto in Commissione Finanze
Il pacchetto di emendamenti non è ancora definito. Il confronto in Commissione Finanze proseguirà nelle prossime sedute, anche in relazione agli equilibri politici legati alla conversione del decreto Carburanti ter.
La riapertura della rottamazione fino al 31 luglio 2026 e l’estensione agli accertamenti rappresentano, al momento, le ipotesi più significative sul tavolo, ma il testo finale potrebbe subire ulteriori modifiche prima dell’approdo in Aula.
Resta quindi aperta la partita sulla struttura definitiva della rottamazione cartelle, uno dei temi fiscali più rilevanti del dibattito parlamentare degli ultimi anni.




