Il Governo sta valutando una revisione degli interventi sui carburanti con la possibile archiviazione dello sconto generalizzato sulle accise. Al suo posto potrebbe arrivare un bonus una tantum da 100 euro destinato alle famiglie con Isee fino a 15mila euro, con una platea stimata di circa 1,2 milioni di nuclei. La misura, ancora allo studio, segnerebbe un cambio di impostazione nella gestione del sostegno contro il caro energia.
Il sistema di agevolazioni sui carburanti potrebbe cambiare impostazione già nelle prossime settimane. L’ipotesi allo studio dell’esecutivo riguarda il superamento progressivo del taglio generalizzato delle accise, con la prospettiva di concentrare le risorse su un sostegno diretto alle famiglie con redditi più bassi.
Il nuovo schema prevederebbe un bonus una tantum da 100 euro, destinato ai nuclei con Isee fino a 15mila euro. La platea potenziale è stimata in circa 1,2 milioni di famiglie. L’erogazione avverrebbe attraverso il circuito della social card, già utilizzato per misure di sostegno legate al caro vita.
La scelta si inserisce in una fase di valutazione delle coperture finanziarie e dell’efficacia degli strumenti adottati negli ultimi mesi. Il mantenimento del taglio delle accise sui carburanti ha comportato, secondo le stime circolate nelle interlocuzioni istituzionali, un costo vicino ai 2 miliardi di euro. Il bonus mirato avrebbe invece un impatto molto più contenuto, nell’ordine di circa 120 milioni di euro, con una redistribuzione delle risorse verso i nuclei considerati più esposti all’aumento dei prezzi.
La logica dell’intervento cambierebbe quindi profondamente: da una riduzione generalizzata del prezzo alla pompa a una misura selettiva basata sull’indicatore Isee. Un passaggio che punta a ridurre la dispersione degli aiuti e a concentrare il sostegno sulle famiglie con maggiore difficoltà economica.
Resta comunque aperta la possibilità di una proroga del meccanismo attuale. L’ipotesi non è esclusa, ma eventuali modifiche potrebbero riguardare una rimodulazione degli sconti in base all’andamento dei diversi carburanti, con un’attenzione particolare ai prodotti che hanno registrato i rincari più significativi nelle ultime settimane. Una soluzione di questo tipo richiederebbe però nuove risorse o una diversa allocazione dei fondi disponibili.
Sul tavolo del governo figura anche il tema delle coperture. Tra le ipotesi circolate vi è l’utilizzo del maggiore gettito Iva generato dall’aumento dei prezzi alla pompa, elemento che potrebbe contribuire a finanziare il nuovo schema di sostegno. Le valutazioni sono ancora in corso e non è stato definito un quadro definitivo degli interventi.
Un elemento di contesto arriva da Bruxelles. La Commissione europea ha indicato la possibilità per gli Stati membri di utilizzare margini di flessibilità di bilancio per investimenti legati alla sicurezza e alla resilienza energetica. Le risorse, secondo quanto indicato a livello comunitario, devono essere destinate a interventi strutturali come infrastrutture per le rinnovabili, reti elettriche, sistemi di accumulo ed elettrificazione dei trasporti. Non rientrerebbero invece tra le misure finanziabili interventi di riduzione delle accise sui carburanti.
Questo orientamento europeo contribuisce a spostare il focus verso politiche di medio periodo legate alla transizione energetica, riducendo lo spazio per interventi emergenziali sul prezzo dei carburanti fossili.
Per le famiglie, l’eventuale passaggio al bonus da 100 euro significherebbe un sostegno puntuale ma limitato rispetto agli sconti alla pompa. L’impatto reale dipenderà dalla durata della misura e dalle modalità di erogazione, che potrebbero essere integrate nei sistemi già attivi delle carte sociali.
Il confronto politico e tecnico resta aperto, con una decisione attesa nei prossimi giorni anche in relazione alla scadenza degli attuali interventi sulle accise.




