Le temperature globali potrebbero tornare a salire rapidamente nei prossimi mesi con l’arrivo di un nuovo episodio di El Niño. Le stime dell’Organizzazione meteorologica mondiale indicano un’alta probabilità di sviluppo del fenomeno entro settembre, con possibili effetti su ondate di calore, precipitazioni e siccità in diverse aree del pianeta.
Il ritorno del fenomeno climatico noto come Super El Niño appare sempre più probabile e potrebbe influenzare il clima globale già nei prossimi mesi. Le ultime proiezioni indicano infatti una forte possibilità che l’evento si sviluppi durante l’estate, contribuendo ad aumentare le temperature medie del pianeta e ad alterare i regimi delle precipitazioni in numerose regioni del mondo.
Secondo le valutazioni diffuse dall’Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo), le condizioni associate a El Niño potrebbero emergere tra maggio e luglio. Le probabilità di formazione entro settembre raggiungono l’80%, mentre quelle di persistenza fino a novembre salgono al 90%.
Il fenomeno è caratterizzato dal riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico equatoriale. Questo processo modifica la circolazione atmosferica e può produrre effetti climatici significativi anche a migliaia di chilometri di distanza dall’area in cui si origina.
Durante un briefing a Ginevra, il responsabile delle previsioni climatiche della Wmo, Wilfran Moufouma Okia, ha spiegato che “quello che emerge chiaramente dai diversi strumenti di previsione è che l’evento sarà forte”.
L’esperto ha sottolineato che il ritorno di El Niño sarà accompagnato da “uno spostamento verso temperature superficiali più calde nel Pacifico equatoriale”, un cambiamento destinato a incidere sia sulle temperature globali sia sulla distribuzione delle precipitazioni.
Super El Niño e gli effetti attesi sul clima
Le conseguenze non saranno uniformi. Alcune aree del pianeta potrebbero registrare piogge superiori alla media, mentre altre rischiano condizioni più secche e prolungate.
Tra le regioni che potrebbero essere interessate da precipitazioni più intense figurano il Corno d’Africa e parte dell’America Meridionale, compresa l’Argentina. Al contrario, Australia, Indonesia e vaste aree del Sud-Est asiatico potrebbero andare incontro a periodi di siccità più marcati.
La forza dell’evento è uno degli aspetti che maggiormente preoccupano la comunità scientifica. Diversi ricercatori ritengono infatti che possa trattarsi di uno degli episodi più intensi registrati negli ultimi decenni, tanto da essere già definito da alcuni osservatori come un “Super El Niño”.
L’allarme delle Nazioni Unite
L’attenzione sul fenomeno è alta anche a livello politico e istituzionale. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha invitato governi e comunità internazionali a considerare il possibile ritorno di El Niño come “un urgente allarme climatico”.
L’avvertimento arriva in una fase in cui il cambiamento climatico continua a essere al centro del dibattito globale. Un episodio particolarmente intenso potrebbe infatti accentuare eventi meteorologici estremi già osservati negli ultimi anni, con impatti su agricoltura, risorse idriche e sistemi economici.



