Una pitbull di tre anni abbandonata lungo una strada provinciale tra Chiaramonte Gulfi e Pedalino ha ricevuto una protesi stampata in 3D che le ha restituito la mobilità. A realizzarla gratuitamente è stato Pietro Di Falco, tecnico ortopedico di Ragusa. Il cane, accolto dal canile rifugio degli Iblei, è ora disponibile per l’adozione.
Era ottobre del 2025 quando Kim fu trovata sul bordo di una strada provinciale, tra Chiaramonte Gulfi e Pedalino. Una pitbull di tre anni, sanguinante, con il moncone della zampa posteriore sinistra esposto. Qualcuno l’aveva lasciata lì.
Otto mesi dopo, quella cagnetta cammina di nuovo. E presto, assicurano chi se ne occupa, tornerà anche a correre.
A fare la differenza è stato Pietro Di Falco, tecnico ortopedico di Ragusa, che ha progettato e realizzato per Kim una protesi su misura stampata in 3D, senza chiedere nulla in cambio. La struttura portante è in acciaio; l’invaso che abbraccia il moncone è in materiale TPU, un polimero flessibile lavorato con la stampante tridimensionale e facilmente sostituibile nel tempo. Alla realizzazione ha contribuito un piccolo gruppo di professionisti: Mattia Biazzo per la progettazione e la stampa, Giuseppe Cirnigliaro per la laminazione e la termoformatura, Marco Guccione per il montaggio finale.

La protesi 3D per cani: come funziona e perché era necessaria
Di Falco ha spiegato la logica clinica dell’intervento con chiarezza: «Nonostante il trauma e l’amputazione, Kim non ha perso il movimento dell’arto amputato e questo agevola l’intervento di protesi. Se non ci fosse la protesi il moncone tenderebbe ad appoggiarsi a terra provocando ulcerazioni». Il risultato ha superato le aspettative: «Kim ha accettato subito la protesi ed è riuscita a recuperare tutti i movimenti originari».
Nel quotidiano, Kim può rimuovere il dispositivo in casa e indossarlo per le uscite all’aperto. Una routine gestibile, che non cambia il carattere descritto da tutti come dolce e mansueto.
Dal canile all’adozione: la storia di Kim
Dopo il ritrovamento, i volontari del Canile Rifugio degli Iblei Achille Birotto di Chiaramonte Gulfi l’hanno seguita fino alla guarigione della ferita. Un percorso lungo, che ha coinvolto il veterinario Francesco Savarino e una rete di volontari — Isa Colossi, Ilaria Battaglia, Marco Guastella, Alessandro Cilia, Roberta Garibotti, Giudy Di Caro e Raffaele Sabini, che ha affiancato Di Falco nelle prove della protesi.
La prospettiva di trovare una famiglia adottiva sembrava remota, all’inizio. Un cane di razza pitbull, con un arto amputato, in un canile siciliano: le variabili contrarie si sommavano. La protesi ha cambiato qualcosa, almeno simbolicamente.
Di Falco ha preso un impegno preciso: «Chi volesse adottarla saprà che io mi occuperò per sempre, gratuitamente, della sua protesi». Un’assicurazione concreta — non una promessa vaga — che abbatte uno degli ostacoli più pratici all’adozione. E se nessuno dovesse farsi avanti, ha dichiarato di essere disposto ad adottarla lui stesso.
Le protesi stampate in 3D per animali sono una realtà in espansione a livello internazionale, con applicazioni documentate su cani, gatti e persino uccelli selvatici. Permettono di realizzare dispositivi personalizzati a costi contenuti rispetto alla produzione tradizionale, con tempi di sostituzione ridotti in caso di usura — un fattore determinante per animali in crescita o con monconi particolarmente sollecitati. Chi volesse conoscere Kim o avviare può contattare direttamente il Canile Rifugio degli Iblei.



