L’assegno di inclusione (ADI) continua a rappresentare nel 2026 uno dei principali strumenti di sostegno economico per le famiglie che si trovano in condizioni di fragilità. Con l’arrivo di giugno, cresce l’attenzione sulle date di accredito e sui requisiti necessari per ottenere o mantenere il beneficio.
Secondo le indicazioni operative dell’INPS, il pagamento segue tempistiche differenti in base al momento di approvazione della domanda e alla sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale (PAD), passaggio indispensabile per accedere alla misura.
Per chi ha completato l’iter nel mese precedente e ha superato i controlli previsti, l’accredito dell’assegno di inclusione è atteso intorno al 15 giugno 2026. I nuclei familiari che già percepiscono regolarmente l’assegno riceveranno invece il pagamento entro la fine del mese.
L’erogazione resta subordinata alla verifica dei requisiti e alla partecipazione ai percorsi di inclusione sociale e lavorativa previsti dalla normativa.
Chi può accedere all’ADI nel 2026
Per ottenere l’assegno di inclusione è necessario rispettare contemporaneamente una serie di condizioni economiche e familiari.
Tra i requisiti indicati dall’INPS figurano un ISEE non superiore a 10.140 euro e un patrimonio immobiliare non oltre 30.000 euro, esclusa l’abitazione principale nei casi previsti dalla legge.
Il nucleo familiare deve inoltre comprendere almeno una persona minorenne, una persona con disabilità, un componente con almeno 60 anni di età oppure un soggetto preso in carico dai servizi sociali per condizioni accertate di fragilità o svantaggio.
La permanenza nella misura richiede il rispetto degli impegni concordati con i servizi competenti, sia sul fronte sociale sia su quello lavorativo.
Come presentare la domanda
La richiesta può essere inoltrata attraverso diversi canali.
I cittadini possono rivolgersi ai CAF o ai patronati, che forniscono assistenza nella compilazione della pratica e nella verifica preliminare dei requisiti.
In alternativa è possibile procedere autonomamente sul portale INPS utilizzando credenziali digitali abilitate, come SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
Dopo la presentazione della domanda, l’Istituto effettua i controlli previsti dalla normativa. Solo in caso di esito positivo e dopo la sottoscrizione del PAD viene avviata l’erogazione del beneficio.
Per famiglie, CAF e professionisti che operano nel settore dell’assistenza sociale, il monitoraggio delle scadenze e dei requisiti resta fondamentale per evitare ritardi nell’accesso alla misura e nella ricezione delle ricariche mensili.



