Marina di Ragusa torna a fare i conti con il problema dei servizi pubblici inutilizzati in vista dell’estate. La consigliera comunale Rossana Caruso ha presentato un’interrogazione al sindaco e all’assessore al Decoro urbano per chiedere spiegazioni sulle toilette autopulenti installate anni fa nella frazione balneare e oggi, secondo quanto denunciato, chiuse e in stato di degrado.
Le strutture si trovano in punti strategici della località turistica: lungomare Andrea Doria, piazza Malta, via Ottaviano, via Citelli e via Benedetto Brin. Dovevano rappresentare un servizio moderno per residenti e visitatori, ma attualmente risultano inutilizzabili.

Secondo quanto ricordato dalla consigliera, il progetto risale al 2015, quando il Comune di Ragusa pubblicò il bando per la fornitura, l’installazione e la manutenzione di cinque toilette autopulenti nella zona rivierasca.
Oggi però, evidenzia Caruso, molte delle strutture apparirebbero vandalizzate e lasciate senza manutenzione.
La richiesta di chiarimenti al Comune
Nell’interrogazione, la consigliera comunale chiede all’Amministrazione di chiarire le ragioni della mancata attivazione del servizio e di spiegare se esista una programmazione per il recupero delle strutture oppure per la loro eventuale rimozione.
La richiesta riguarda anche gli eventuali interventi di manutenzione effettuati negli ultimi anni e i relativi costi sostenuti dal Comune.
«Marina di Ragusa è una località turistica di rilievo e merita infrastrutture funzionanti e decorose», sottolinea Caruso, che ha chiesto una risposta orale in aula.
La questione arriva nelle ultime settimane prima dell’avvio pieno della stagione estiva, periodo in cui la frazione marinara registra un forte aumento di presenze tra turisti e residenti stagionali.
Il tema del decoro urbano
Nelle ultime ore il tema del decoro urbano nella frazione balneare è tornato al centro del dibattito cittadino. La situazione delle toilette pubbliche si aggiunge infatti alle richieste di interventi su servizi e manutenzioni in vista dell’estate.
L’interrogazione punta ad accendere l’attenzione anche sulla gestione degli spazi pubblici destinati all’accoglienza turistica.



