Tra sanatorie autonome e rottamazione-quinquies, decisioni entro il 30 giugno 2026. La gestione dei debiti fiscali locali entra in una nuova fase con l’estensione della rottamazione anche a Imu, Tari e multe stradali, ma la scelta finale resta ai singoli Comuni. Le amministrazioni devono decidere se aderire alle nuove procedure di definizione agevolata entro il 30 giugno 2026, con effetti diretti sui contribuenti già dal prossimo autunno.
La misura introduce due canali distinti di sanatoria: una definizione agevolata autonoma sui tributi locali e l’eventuale adesione alla rottamazione-quinquies nazionale. In entrambi i casi, il quadro applicativo non è uniforme sul territorio.
La novità principale riguarda l’ampliamento degli strumenti di gestione dei tributi locali. I Comuni possono scegliere se attivare una propria definizione agevolata, con possibilità di riduzione totale o parziale di sanzioni e interessi su Imu, Tari e altre entrate locali.
La seconda opzione è l’adesione alla rottamazione-quinquies prevista dal decreto fiscale approvato il 20 maggio 2026, che consente di includere anche i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. In questo caso, le amministrazioni non possono modificare i parametri della sanatoria.
Il perimetro riguarda esclusivamente i tributi locali non ancora definiti in contenzioso e affidati alla riscossione ordinaria o coattiva, con esclusione degli atti già oggetto di accertamento definitivo da parte dell’ente.
Scadenze e finestre operative per i contribuenti
Secondo quanto previsto dalla normativa, le delibere comunali dovranno essere pubblicate entro il 30 giugno 2026, con l’ipotesi di una proroga per gli enti interessati dalle recenti elezioni amministrative.
Una volta attivata la procedura, i cittadini avranno tempo fino al 31 ottobre 2026 per aderire alla definizione agevolata delle cartelle relative a omessi versamenti tra il 2000 e il 2023.
Il piano di rientro può arrivare fino a 54 rate bimestrali, con importo minimo di circa 100 euro per rata e un tasso annuo del 3%. La prima scadenza utile per il pagamento è fissata al 31 gennaio 2027.
Impatti sui bilanci comunali e sui contribuenti
La misura apre un fronte complesso per gli enti locali. La scelta di aderire o meno incide direttamente sulle entrate future dei Comuni, già chiamati a bilanciare riscossione ordinaria e recupero dell’evasione fiscale.
Per i contribuenti, il beneficio principale riguarda la riduzione o cancellazione di sanzioni e interessi su debiti pregressi. Restano tuttavia esclusi gli importi già definiti in accertamento e le posizioni ormai consolidate in fase contenziosa.
Il sistema della doppia opzione crea differenze territoriali: alcuni Comuni potrebbero attivare sanatorie complete, altri limitarle o non aderire affatto, generando un quadro non uniforme a livello nazionale.
Rischio di sovrapposizioni nella riscossione
Uno dei nodi principali riguarda la sovrapposizione tra riscossione nazionale e locale. In diversi territori, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione gestisce parte dei tributi, mentre altri restano in carico diretto ai Comuni.
Questa frammentazione rende complessa l’applicazione uniforme delle sanatorie, soprattutto quando lo stesso tributo viene gestito con modalità differenti in base all’annualità o allo strumento di accertamento.



