L’Inps ha chiarito che l’errore riguarda esclusivamente la casella dell’addizionale comunale, rimasta vuota in circa 270mila Certificazioni Uniche. Un dato che, pur non alterando nella maggior parte dei casi gli importi complessivi, può incidere sulla corretta compilazione della dichiarazione dei redditi.
L’Istituto ha precisato che si tratta di importi generalmente molto contenuti, spesso inferiori alla soglia di rilevanza fiscale di 12 euro.
Una parte delle certificazioni è già stata consultata dai contribuenti per il modello 730, motivo per cui l’Inps ha avviato un aggiornamento immediato dei dati.
Aggiornamenti, 730 e controlli del Fisco
Le CU corrette sono già state trasmesse all’Agenzia delle Entrate, che provvederà all’aggiornamento della dichiarazione precompilata nei prossimi giorni.
I pensionati interessati saranno avvisati oppure troveranno direttamente la versione aggiornata accedendo al portale. L’Inps invita comunque a verificare la CU più recente prima dell’invio del 730.
Particolare attenzione anche ai casi di pensionati deceduti, dove l’errore potrebbe riflettersi sulle dichiarazioni presentate da eredi o coniugi superstiti.
Un problema che si inserisce in una serie di criticità
Non è il primo episodio del 2026. Nei mesi precedenti erano già emersi errori su milioni di Certificazioni Uniche legate a prestazioni come NASpI, cassa integrazione e maternità.
A fine marzo, inoltre, alcune anomalie avevano generato indebiti aumenti sugli assegni pensionistici, poi recuperati dall’Inps con un piano di rientro graduale.



