Al Macchitella Lab di Gela, il 9 maggio 2026, Confcommercio Sicilia e ConfFormazione Sicilia hanno organizzato il convegno regionale “Dalla crisi alla crescita”, un confronto tra imprese, università, professionisti e rappresentanti istituzionali sullo stato dell’economia siciliana e sui nodi che frenano l’accesso al credito. Tra i presenti il sindaco di Gela Terenziano Di Stefano, il presidente del Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta Walter Tesauro, i deputati regionali Giorgio Assenza e Salvatore Scuvera e la deputata nazionale Carolina Varchi.
Il tema che ha segnato con più forza i lavori è il rapporto tra banche e imprese. Pietro Agen, presidente di Confcommercio Catania e di Confidi Imprese per l’Italia, ha denunciato un irrigidimento strutturale del sistema creditizio: «le banche non riescono più ad assolvere al proprio ruolo». Secondo Agen, anche aziende con bilanci solidi incontrano difficoltà nell’ottenere finanziamenti, e i confidi — pur restando un presidio fondamentale — non sono più sufficienti a colmare il vuoto lasciato dal sistema bancario.
L’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino ha illustrato il quadro dei conti pubblici regionali, indicando come elementi strutturali — e non congiunturali — il passaggio dal disavanzo all’avanzo: controllo della spesa, crescita della base imponibile, nuove norme di attuazione dello Statuto che garantiscono alla Regione il 71% dell’Irpef accertata e la liberazione di 1,85 miliardi di euro dal Fondo anticipazioni di liquidità. «La Sicilia cresce perché abbiamo scelto di concentrare le risorse sugli investimenti, non sulla spesa corrente» ha dichiarato.
Il prof. Benedetto Torrisi, docente di Statistica Economica all’Università di Catania, ha invitato a rivedere la narrazione dominante sull’isola: i dati, ha argomentato, mostrano dinamiche positive in diversi settori, e insistere sull’immagine di una Sicilia perennemente ultima rischia di diventare un freno culturale allo sviluppo.
Il presidente di Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti, ha indicato le priorità concrete che le imprese portano al tavolo: credito accessibile, politiche fiscali sostenibili e formazione professionale collegata ai fabbisogni reali. Il presidente di ConfFormazione Sicilia, Francesco Trainito, ha chiuso i lavori sottolineando il ruolo della formazione come “infrastruttura immateriale” indispensabile per trattenere i giovani nell’isola.



