L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha reso noti i risultati di un’analisi sui casi di intossicazione da paracetamolo tra ragazzi di età compresa tra i 12 e i 17 anni, evidenziando una crescita dei episodi intenzionali che non accenna ad arrestarsi. Secondo i dati esaminati dall’AIFA, il fenomeno — già documentato in Belgio, Spagna, Francia, Svizzera e Regno Unito — in Italia non risulta ancora riconducibile alla “social challenge” circolata su TikTok, ma il trend post-pandemico dei sovradosaggi rimane preoccupante. Una notizia che riguarda da vicino anche i genitori e gli operatori sanitari della provincia di Ragusa.
Il quadro nazionale e il ruolo delle sfide social
L’indagine dell’AIFA è partita dopo che diverse autorità regolatorie europee avevano segnalato un fenomeno specifico: adolescenti che assumevano paracetamolo in dosi elevate per testare la propria resistenza o nella convinzione — del tutto errata — che il farmaco producesse effetti psicoattivi. Gli ultimi tre casi documentati in Europa sono stati registrati in Belgio. Carlo Locatelli, direttore del Centro Antiveleni dell’IRCCS Maugeri di Pavia, ha dichiarato all’ANSA che “il fenomeno della social challenge al momento non sembra interessare l’Italia”. I dati nazionali raccontano però un’altra forma di rischio, altrettanto seria: sovradosaggi legati a “gesti impulsivi o dimostrativi”, spesso alimentati dalla percezione che il paracetamolo sia un medicinale privo di pericoli.
Perché il paracetamolo può essere pericoloso
Armando Genazzani, presidente della Società Italiana di Farmacologia, chiarisce che “il paracetamolo è uno dei farmaci più sicuri al mondo” — inserito nella lista dei medicinali essenziali dell’OMS e utilizzabile anche in gravidanza. Ma questa reputazione di sicurezza, se male interpretata, può rivelarsi ingannevole. Superare la dose massima giornaliera o accumulare somministrazioni ravvicinate espone a danni epatici anche irreversibili. “Il rischio principale è a carico del fegato”, ricorda Genazzani. L’intossicazione da paracetamolo è tra le prime cause di trapianto epatico, inclusa la fascia pediatrica.
La posizione dell’AIFA e i consigli per le famiglie
Secondo l’AIFA, il sovradosaggio intenzionale tra i minori è spesso legato a un’errata convinzione che il farmaco non comporti conseguenze gravi. L’agenzia sottolinea l’importanza che “gli adolescenti siano consapevoli dei rischi legati all’uso improprio dei medicinali” e che “gli adulti di riferimento svolgano un ruolo attivo nel favorire una corretta informazione”.
Cosa fare in caso di emergenza: numeri utili
L’AIFA raccomanda di attenersi sempre alle dosi indicate nel foglio illustrativo o nella prescrizione medica, rispettare l’intervallo minimo tra le somministrazioni ed evitare l’uso contemporaneo di più prodotti contenenti paracetamolo. In caso di sospetto sovradosaggio — anche in assenza di sintomi immediati — è necessario contattare senza attendere il Centro Antiveleni nazionale (numero verde gratuito 800.274.274, attivo 24 ore su 24) oppure il servizio di emergenza 118. La tempestività dell’intervento è determinante per la prognosi. Sul territorio, per informazioni su pediatria e consulenza farmaceutica, ci si può rivolgere ai distretti sanitari dell’ASP di Ragusa.
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