L’evento Formaggi in festa Ragusa trasformerà il cuore della città in un polo gastronomico e culturale dall’8 al 10 maggio 2026. La manifestazione, presentata ufficialmente stamane in conferenza stampa, si inserisce nel prestigioso programma “Ragusa Città del Formaggio 2026”, titolo conferito dall’Onaf (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggio). Piazza San Giovanni diventerà il palcoscenico per laboratori del gusto, caseificazione dal vivo e cheese cooking, coinvolgendo produttori locali e consorzi di tutela.
L’iniziativa è organizzata da Slow Food Sicilia e Slow Food Ragusa in sinergia con l’Amministrazione comunale. Secondo quanto riportato dagli organizzatori, l’obiettivo è raccontare il prodotto caseario come espressione di un’identità collettiva, offrendo ai visitatori un percorso esperienziale che intreccia gastronomia e storia.
Il cuore di Formaggi in festa Ragusa sarà l’allestimento di una sorta di fattoria didattica urbana. L’assessora allo Sviluppo Economico, Catia Pasta, ha spiegato che la piazza ricreerà “l’atmosfera autentica della masseria siciliana, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva tra lavorazioni dal vivo, tradizioni agricole e momenti di scoperta”. I visitatori potranno assistere alle fasi di lavorazione del latte e partecipare a laboratori gratuiti presso i locali aderenti, previa prenotazione.
Non mancheranno le “casette” dedicate alle aziende agricole, dove sarà possibile scoprire antichi saperi legati alla filatura dei formaggi. Lorenzo Lauria, presidente di Slow Food Ragusa, ha sottolineato il valore culturale dell’appuntamento: “Il formaggio racconta una storia che va oltre il gusto: parla di territorio, biodiversità e comunità. Con Formaggi in festa si crea un ponte tra produttori e cittadini”.
Il sindaco Peppe Cassì ha ribadito come la città possieda “una storia casearia antica e profonda” e che questo evento sia parte di una visione di sviluppo che mette al centro le eccellenze locali. Ragusa, patria del Ragusano DOP, è stata scelta dall’Onaf proprio per la sua forte identità economica legata alla zootecnia. Come ricordato da Enzo Cavallo, direttore del Consorzio di Tutela, la filiera sta lavorando intensamente anche sulla certificazione “Qualità Sicura” della Regione Siciliana.
Il settore lattiero-caseario rappresenta storicamente la colonna vertebrale dell’economia agricola del Libero Consorzio Comunale di Ragusa. Con oltre 2.000 aziende zootecniche attive nel territorio, l’area iblea produce circa il 60% del latte vaccino dell’intera Sicilia. Il riconoscimento come “Città del Formaggio” non è solo un titolo onorifico, ma un driver economico per l’export e il turismo enogastronomico regionale.



