Nel 2026 il cosiddetto bonus sicurezza resta inserito nel perimetro della detrazione per ristrutturazioni prevista dall’articolo 16-bis del TUIR. L’agevolazione consente di recuperare fino al 50% delle spese sostenute per interventi contro furti e intrusioni sull’abitazione principale, mentre per seconde case e immobili non residenziali la quota scende al 36%. Il limite massimo resta fissato a 96.000 euro per unità immobiliare, con rimborso fiscale spalmato in 10 rate annuali.
La misura continua a sostenere gli interventi strutturali sugli immobili, con esclusione dei servizi di vigilanza privata e delle soluzioni non integrate nell’abitazione.
Quali lavori rientrano nella detrazione per la sicurezza casa
Il perimetro del beneficio fiscale è definito in modo preciso e riguarda esclusivamente interventi fisici sull’immobile. Rientrano nella detrazione tutte le opere che aumentano la resistenza agli accessi non autorizzati.
Tra le spese ammesse figurano:
- porte blindate, rinforzate o sostituite
- serrature, catenacci, lucchetti e spioncini
- grate, cancellate e recinzioni murarie
- tapparelle metalliche con sistemi di blocco
- vetri antisfondamento
- sistemi antifurto e anti-effrazione
- impianti di videosorveglianza fissi
- casseforti a muro installate stabilmente
Non sono invece agevolabili:
- contratti con istituti di vigilanza privata
- canoni periodici di sorveglianza
- dispositivi portatili non strutturali
Il principio è chiaro: la detrazione riguarda solo interventi che modificano in modo permanente la sicurezza dell’immobile.
Chi può ottenere il bonus sicurezza e condizioni 2026
La platea dei beneficiari è ampia e non limitata ai soli proprietari. Possono accedere alla detrazione tutti i contribuenti IRPEF che sostengono la spesa e hanno un titolo sull’immobile.
Rientrano quindi:
- proprietari e nudi proprietari
- usufruttuari e titolari di diritti reali
- inquilini in affitto
- comodatari
- familiari conviventi
Un elemento centrale è la corretta intestazione dei pagamenti e la tracciabilità delle spese. Senza documentazione conforme, il beneficio fiscale non può essere riconosciuto.
Aliquote, limiti e cambiamenti nel tempo
Il bonus sicurezza segue la disciplina del bonus ristrutturazioni e non prevede una percentuale autonoma.
Nel dettaglio:
- 50% di detrazione per abitazione principale
- 36% di detrazione per seconde case o immobili non adibiti a residenza principale
- tetto massimo 96.000 euro per unità immobiliare
- recupero in 10 quote annuali uguali
Dal 2027 è già prevista una riduzione delle aliquote: 36% per la prima casa e 30% per le altre abitazioni, con un impatto diretto sulla convenienza degli interventi futuri.
Esempio pratico di calcolo della detrazione
Un contribuente che installa un sistema di sicurezza completo per 20.000 euro sulla prima casa rientra nel caso tipico del bonus.
Simulazione:
- Spesa totale: 20.000 euro
- Detrazione 50%: 10.000 euro
- Recupero in 10 anni: 1.000 euro l’anno
Per una seconda casa, invece:
- Spesa: 20.000 euro
- Detrazione 36%: 7.200 euro
- Recupero annuo: 720 euro per 10 anni
La differenza tra prima e seconda abitazione incide quindi in modo significativo sul vantaggio fiscale complessivo.
Come funziona il pagamento e il bonifico parlante
Per accedere al beneficio è obbligatorio utilizzare il cosiddetto bonifico parlante, che deve contenere:
- riferimento normativo all’art. 16-bis DPR 917/1986
- codice fiscale del beneficiario
- partita IVA o codice fiscale dell’impresa
- numero e data della fattura
Sul pagamento viene applicata una ritenuta dell’11% da parte della banca. Errori nella compilazione possono compromettere la detrazione, salvo correzione o documentazione integrativa.
In caso di irregolarità formali, l’agevolazione può essere salvata tramite dichiarazione dell’impresa che attesti la corretta contabilizzazione delle somme.
Impatto fiscale e utilizzo nel modello 730
Le spese rientrano nella dichiarazione dei redditi attraverso modello 730 o modello Redditi PF. Il recupero avviene direttamente sotto forma di detrazione IRPEF distribuita in dieci anni.
Un aspetto rilevante riguarda la flessibilità della misura: non è necessario effettuare una ristrutturazione completa, ma è sufficiente realizzare interventi specifici di sicurezza per accedere al beneficio.



