I contribuenti hanno tempo fino al 30 aprile 2026 per trasmettere la richiesta di adesione alla Rottamazione Quinquies 2026, l’ultima misura di sanatoria introdotta dalla Legge di Bilancio. La procedura, che deve essere effettuata esclusivamente per via telematica, consente di estinguere i debiti iscritti a ruolo senza corrispondere sanzioni, interessi e aggio della riscossione.
L’operazione si inserisce in un contesto fiscale critico: secondo gli ultimi dati della Corte dei Conti, il magazzino dei debiti non riscossi in Italia ha superato la soglia dei 1.100 miliardi di euro, una massa documentale enorme che le precedenti rottamazioni hanno provato a sfoltire con risultati alterni. Questa quinta edizione punta sulla sostenibilità del pagamento, offrendo un arco temporale di rientro molto più lungo rispetto al passato per incentivare anche i debitori più in difficoltà.
Come presentare la domanda per la Rottamazione Quinquies 2026
Il perimetro della norma include una vasta gamma di pendenze: dalle imposte dichiarate ma non versate ai contributi INPS non derivanti da accertamento, fino alle sanzioni amministrative per violazioni del Codice della Strada affidate dalle Prefetture. Per aderire, i cittadini devono collegarsi al portale di Agenzia delle Entrate-Riscossione accedendo alla sezione dedicata denominata “Definizione agevolata (Rottamazione Quinquies)”.
Il sistema offre due percorsi distinti. L’area riservata, accessibile tramite SPID, CIE o CNS, permette una gestione semplificata in cui il portale mostra automaticamente l’elenco dei carichi definibili, facilitando la selezione delle somme da includere nella domanda. In alternativa, l’area pubblica consente l’invio senza credenziali, a patto di inserire i riferimenti precisi delle cartelle esattoriali e allegare un documento di identità valido.
Piani di pagamento e dilazione fino a nove anni
La vera novità di questa tornata riguarda la flessibilità del rimborso. Il contribuente deve scegliere in fase di istanza se saldare il debito in un’unica soluzione o avvalersi della rateizzazione. La normativa attuale prevede la possibilità di dilazione fino a 54 rate in 9 anni, con un importo minimo di 100 euro per ciascuna rata, rendendo il piano di rientro meno gravoso per famiglie e imprese.
È fondamentale ricordare che l’adesione riguarda i carichi affidati alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Chi non rispetterà il termine del 30 aprile per la presentazione della domanda perderà l’opportunità di beneficiare dell’abbattimento totale degli oneri accessori, tornando a dover corrispondere l’importo pieno gravato dalle sanzioni e dagli interessi di mora maturati nel tempo.



