La risposta ai farmaci GLP-1 non è uguale per tutti: uno studio pubblicato ad aprile 2026 su Nature / Genome Medicine ha individuato una variante genetica che può ridurre fino al 50% l’efficacia dei trattamenti per obesità e diabete.
Secondo i ricercatori, circa 1 persona su 10 con diabete di tipo 2 presenta questa mutazione, che incide direttamente sulla perdita di peso ottenuta con farmaci come semaglutide e tirzepatide.
Farmaci GLP-1: lo studio sulla variante genetica
La ricerca, condotta su circa 27.885 pazienti, ha analizzato il ruolo di specifiche varianti nei geni coinvolti nella risposta ai farmaci GLP-1.
Il risultato principale riguarda il gene GLP1R:
- i portatori della variante mostrano una risposta ridotta al trattamento
- l’efficacia può diminuire fino al 50%
- nei casi più evidenti, la perdita di peso è inferiore di circa 1,5 kg in 8 mesi
Secondo quanto riportato nello studio, le varianti genetiche modificano la risposta dei recettori coinvolti nel controllo dell’appetito e del metabolismo, rendendo il farmaco meno efficace in alcuni soggetti.
Rischio effetti collaterali: il dato sul vomito
Oltre all’efficacia, la ricerca evidenzia un possibile aumento degli effetti collaterali.
In particolare, le varianti del gene GIPR, associate ai farmaci come tirzepatide, risultano collegate a una tollerabilità peggiore.
I dati indicano che:
- i portatori hanno un rischio fino a 14,8 volte superiore di vomito severo
- la probabilità di sviluppare questo effetto collaterale è più alta dell’83% rispetto ai non portatori
Un elemento che introduce un potenziale fattore di rischio clinico nella scelta della terapia.
Perché lo studio è rilevante nel 2026
La pubblicazione arriva in un momento di forte crescita nell’uso dei farmaci GLP-1, con un aumento significativo delle prescrizioni tra il 2025 e il 2026.
In questo contesto, i risultati aiutano a spiegare perché:
- alcuni pazienti non perdono peso nonostante terapia e dieta
- altri sviluppano effetti collaterali più intensi
Secondo quanto riportato dagli autori, la variabilità osservata non dipende solo dallo stile di vita, ma anche da fattori biologici.
Verso test genetici prima della terapia?
Le evidenze aprono alla possibilità di un cambio di paradigma:
dalla terapia standard a una medicina personalizzata.
Secondo i ricercatori del 23andMe Research Institute, identificare queste varianti prima dell’inizio della terapia potrebbe permettere di:
- scegliere il farmaco più adatto
- ridurre gli effetti collaterali
- migliorare i risultati clinici
“Se fosse disponibile un test, potremmo selezionare subito la terapia corretta”, evidenziano gli autori dello studio.
Implicazioni per pazienti e medici
Alla luce dei dati, emerge un punto chiave:
l’efficacia dei farmaci GLP-1 non è universale.
Questo implica che:
- la risposta al trattamento può variare significativamente
- il monitoraggio clinico resta fondamentale
- lo stile di vita continua a influenzare i risultati
Gli esperti sottolineano che i risultati devono essere interpretati con cautela, ma rappresentano un passo importante verso trattamenti più mirati.
I farmaci GLP-1 restano tra le terapie più efficaci per obesità e diabete, ma lo studio pubblicato nel 2026 introduce un elemento decisivo:
- la genetica può influenzare significativamente la risposta
- può aumentare il rischio di effetti collaterali
- potrebbe guidare le scelte terapeutiche future



