Il caso relativo alla presunta esclusione di Pozzallo centri d’accoglienza dai fondi regionali di ristoro trova una smentita ufficiale nelle dichiarazioni della deputata regionale Stefania Campo (M5S). La controversia era nata dalla mancata apparizione del comune in un recente decreto attuativo, circostanza che aveva sollevato preoccupazioni tra l’amministrazione e i cittadini. Tuttavia, si tratta di un equivoco tecnico legato alla suddivisione normativa dei capitoli di spesa della legge regionale di stabilità.
La distinzione tecnica tra i commi della legge regionale
La mancata inclusione del Comune nel primo provvedimento non costituisce una penalizzazione, ma deriva dalla struttura stessa della l.r. 1 del 5 gennaio 2026. Il decreto pubblicato recentemente riguarda esclusivamente il comma 12 dell’articolo 11, mentre il ristoro economico destinato al comune di Pozzallo è incardinato nel comma 11 del medesimo articolo. Quest’ultimo stanzia complessivamente 3 milioni di euro per sostenere gli enti locali colpiti dalle criticità del fenomeno migratorio.
“Pozzallo non rientra in quel decreto, e non avrebbe potuto esserci – chiarisce Stefania Campo – semplicemente perché si tratta del decreto attuativo del comma 12 dell’art. 11 della l.r. 1 del 5 gennaio 2026. Il comune di Pozzallo invece è inserito nel comma 11 dell’art. 11 della medesima legge, che stanzia 3 milioni di euro per alcuni comuni a causa delle particolari difficoltà derivanti dal fenomeno migratorio, e di cui attendiamo a giorni il relativo decreto di stanziamento delle somme”.
Vigilanza sui ristori per Pozzallo centri d’accoglienza
L’intervento legislativo mira a garantire che la città non debba sostenere da sola i costi sociali e amministrativi derivanti dal suo ruolo di avamposto europeo. La deputata ha ribadito l’impegno profuso in commissione Bilancio attraverso emendamenti mirati a blindare le risorse per il territorio ragusano. La rassicurazione politica punta a spegnere sul nascere i timori di un cambio di rotta rispetto alle politiche di sostegno attuate negli anni precedenti.
“Ci teniamo a rassicurare l’amministrazione comunale che non è cambiato nulla rispetto al passato – conclude la Campo – Pozzallo è il secondo avamposto di accoglienza dei migranti d’Italia dopo Lampedusa, sede di uno dei quattro Hotspot del territorio nazionale, non ha mai avuto questa penalizzazione economica e vigileremo affinché in futuro questa riserva del capitolo dedicato agli enti locali, sia sempre garantita”. Il decreto attuativo specifico per Pozzallo e per gli altri comuni inseriti nel comma 11 è previsto in pubblicazione entro pochi giorni.



