Il tempo stringe per le aziende che intendono usufruire del bonus assunzione giovani e degli incentivi legati alla Zes Unica. Il 30 aprile 2026 segna infatti il termine ultimo per accedere agli esoneri contributivi rinnovati dal decreto Milleproroghe. Senza un intervento immediato all’interno del nuovo pacchetto lavoro, le imprese perderanno la possibilità di risparmiare fino a 650 euro mensili per ogni nuovo contratto a tempo indeterminato siglato nelle aree produttive del Mezzogiorno o per l’inserimento di personale under 35.
L’incertezza normativa pesa su un mercato del lavoro che, negli ultimi anni, ha visto una forte frammentazione degli incentivi. Storicamente, gli esoneri contributivi hanno rappresentato una leva fondamentale per il Sud Italia, dove il tasso di occupazione giovanile resta sensibilmente inferiore alla media nazionale. La transizione verso la Zes Unica (Zona Economica Speciale) ha cercato di uniformare i vantaggi fiscali in otto regioni, ma la natura temporanea di queste misure costringe spesso le direzioni HR a una corsa contro il tempo, frenando la programmazione aziendale di lungo periodo e gli investimenti strutturali nel capitale umano.
Il nodo della proroga nel Decreto Primo Maggio
L’esecutivo sta valutando il veicolo normativo più idoneo per estendere la durata delle agevolazioni. Il terzo Decreto Primo Maggio in quattro anni sembrava il candidato naturale per ospitare il rinnovo, data la coincidenza temporale tra la scadenza del 30 aprile e l’approvazione del provvedimento. Tuttavia, le prime indiscrezioni sul testo sollevano dubbi: nella bozza attualmente in circolazione, la proroga per i giovani e per la Zes non compare, a differenza di quanto accaduto per il bonus donne, già esteso fino a dicembre 2026.
La partita politica si gioca ora sul fronte delle coperture finanziarie. Fonti vicine al Consiglio dei Ministri confermano che le sezioni relative ai fondi stanziati sono ancora in fase di definizione. Un elemento di criticità è rappresentato dalla natura del provvedimento: il testo del 2026 dovrebbe essere un decreto legislativo, formato che non permette modifiche in fase di conversione parlamentare. Se la proroga non dovesse figurare nella versione iniziale, le disposizioni diverrebbero definitive, escludendo ricalcoli o estensioni successive attraverso questo specifico decreto.
Come funziona il bonus giovani e Zes nel 2026
Per le assunzioni effettuate entro il termine di aprile, il regime di esonero ha già subito una contrazione rispetto al passato. La portata dell’agevolazione è scesa al 70 per cento dei contributi datoriali, abbandonando la decontribuzione totale valida fino alla fine del 2025. Resta però una clausola premiante: l’incentivo può tornare al 100 per cento qualora la nuova assunzione generi un incremento occupazionale netto, calcolato sulla differenza tra i lavoratori occupati nel mese e la media dei dodici mesi precedenti.
Il massimale del risparmio per le aziende è fissato a 500 euro mensili per i contratti ordinari, quota che sale a 650 euro per le strutture ubicate nei territori del Mezzogiorno. Per quanto riguarda gli over 35 assunti nella Zes, l’agevolazione copre un massimo di 24 mesi per gli inserimenti a tempo indeterminato. Se il Governo non dovesse trovare le risorse necessarie per il rinnovo strutturale, dal 1° maggio le imprese torneranno a sostenere il costo contributivo pieno, con il rischio di un brusco rallentamento delle stabilizzazioni previste per il secondo trimestre dell’anno.



