L’Asp di Ragusa attiverà ufficialmente la Casa della Comunità di Acate lunedì 20 aprile 2026, a partire dalle ore 12. Il presidio sanitario, situato nei locali dell’ex poliambulatorio di via Vittorio Veneto 98, rappresenta un pilastro del nuovo modello di sanità territoriale. La struttura, classificata come tipo “Spoke”, punta a decongestionare i pronto soccorso ospedalieri offrendo ai cittadini un punto di riferimento diretto per la cura delle cronicità e l’assistenza ambulatoriale.
Investimenti e riqualificazione per la sanità di prossimità
La realizzazione della struttura ha richiesto un finanziamento complessivo di 927.152,55 euro. L’intervento non è stato una semplice ristrutturazione, ma una profonda riqualificazione energetica e funzionale dell’immobile esistente. I lavori hanno riguardato il rifacimento integrale degli impianti elettrici e di climatizzazione, la sostituzione degli infissi esterni e una nuova organizzazione degli spazi interni, finalizzata a rispettare i moderni standard sanitari europei.
“Con l’attivazione della Casa della Comunità di Acate – dichiara il Direttore generale dell’ASP, Giuseppe Drago – prosegue il percorso di rafforzamento della sanità di prossimità. Questa è la sesta struttura dopo Pozzallo, Vittoria, Chiaramonte Gulfi, Santa Croce Camerina e Giarratana”. Secondo il manager, si tratta di un “risultato concreto che conferma l’impegno dell’Azienda nel rendere i servizi sempre più accessibili e vicini ai bisogni dei cittadini”.
Servizi attivi e integrazione assistenziale ad Acate
All’interno della Casa della Comunità troveranno spazio servizi essenziali per il cittadino, evitando inutili spostamenti verso i centri limitrofi. Saranno operativi il Pua (Punto unico di accesso), il Cup per le prenotazioni, l’Ufficio ticket, il Punto prelievi e il centro vaccinazioni. Grande rilievo assume la specialistica ambulatoriale, che permetterà di gestire diagnosi e monitoraggi direttamente sul territorio comunale, integrando le diverse professionalità sanitarie in un unico luogo.
Il modello organizzativo prevede che queste strutture diventino il fulcro dell’assistenza territoriale, assicurando continuità assistenziale e percorsi di cura integrati. La concentrazione di molteplici prestazioni in un’unica sede facilita il rapporto tra paziente e sistema sanitario, rendendo la prevenzione e il trattamento delle patologie meno frammentati. Con l’apertura di via Vittorio Veneto, la rete provinciale compie un passo decisivo verso una copertura capillare delle esigenze di salute della popolazione iblea.




