Il Distretto Sanitario 45 accelera sulle dimissioni protette, il servizio essenziale destinato a garantire la continuità delle cure ai pazienti fragili in uscita dagli ospedali. Domani, 16 aprile, alle ore 15.30, i rappresentanti dei Comuni di Modica, Scicli, Ispica e Pozzallo incontreranno i vertici dell’ASP 7 di Ragusa per definire i dettagli inter-operativi del progetto. L’obiettivo è attivare immediatamente l’assistenza per i 125 beneficiari individuati nel territorio, assicurando loro un rientro a casa sicuro o il trasferimento in strutture dedicate.
Il piano del Distretto 45 e i fondi PNRR
Il vertice di domani assume una rilevanza strategica anche in virtù delle scadenze legate ai finanziamenti europei. Il progetto, che ha ricevuto uno stanziamento complessivo di 330.000 euro, è strettamente connesso alla missione Salute del PNRR, la cui conclusione è fissata per il prossimo 30 giugno. L’assessore alle Politiche Sociali di Modica, Concetta Spadaro, ha sottolineato come l’incontro servirà ad accelerare i tempi per garantire l’operatività del servizio senza ulteriori indugi.
Le cosiddette dimissioni protette non sono semplici procedure burocratiche, ma rientrano nei LEPS (Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali). Questo significa che lo Stato e gli enti locali hanno l’obbligo di garantire standard minimi di assistenza, che includono cure infermieristiche, fornitura di ausili, disbrigo di pratiche amministrative e, dove necessario, la somministrazione di pasti caldi a domicilio. Il servizio ha una durata massima di 60 giorni, periodo considerato critico per stabilizzare il paziente ed evitare ricadute che porterebbero a nuovi ricoveri.
Continuità assistenziale e supporto alle famiglie fragili
Il target del provvedimento è rappresentato da soggetti con patologie temporaneamente o permanentemente invalidanti. “Si tratta di un servizio di continuità assistenziale per pazienti fragili o non autosufficienti dimessi da ospedali o strutture di riabilitazione, teso ad organizzare il rientro a casa (tramite ADI) o il trasferimento in RSA”, ha dichiarato l’assessore Spadaro, precisando che l’intervento serve a supportare il paziente e la famiglia nelle attività quotidiane e nel monitoraggio clinico.
L’assessorato ai Servizi Sociali manterrà un monitoraggio costante sui bisogni dei cittadini coinvolti, puntando a un modello di assistenza che privilegi la permanenza nel proprio domicilio attraverso l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). “In quella sede, definiremo gli aspetti inter-operativi fra i comuni del distretto sanitario 45 e l’Azienda Sanitaria Provinciale”, ha concluso Spadaro, ribadendo l’impegno istituzionale per migliorare la qualità della vita di chi vive situazioni di fragilità sanitaria e sociale.



