L’aeroporto di Comiso chiude aprile 2026 con numeri che non hanno precedenti nella storia dello scalo. I dati ufficiali diffusi da SAC — la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso — certificano 26.879 passeggeri nel solo mese di aprile, con una crescita del +208,78% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il dato progressivo è altrettanto significativo: nei primi quattro mesi del 2026 lo scalo ha già movimentato 80.965 passeggeri, contro i 26.873 registrati nell’intero primo quadrimestre dell’anno scorso. Un incremento del +201,29% che trasforma Comiso da scalo secondario a realtà in rapida ascesa nel panorama aeroportuale siciliano.
Comiso, la crescita delle rotte alla base del boom
La spiegazione di questi numeri sta nell’ampliamento dell’offerta di voli. A Pasqua 2026 — periodo compreso tra il 1° e il 7 aprile, che ha inciso in modo determinante sui dati mensili — lo scalo ha operato sei rotte nazionali: Roma Fiumicino, Milano Linate, Pisa, Bologna, Verona e Torino. L’anno precedente, nello stesso periodo, le destinazioni attive erano soltanto tre: Fiumicino, Bergamo e Parma.
Solo nella settimana pasquale sono stati registrati 58 movimenti aerei (+45% sul 2025) e oltre 6.000 passeggeri (+159%). Un’accelerazione che conferma come la domanda esistesse già: mancavano i collegamenti per intercettarla.
Anna Quattrone, presidente SAC, e Nico Torrisi, amministratore delegato, hanno commentato i dati sottolineando che «la crescita dei volumi registrata nello scalo di Comiso rappresenta un ulteriore segnale positivo per tutto il sistema aeroportuale e per il territorio».
Un territorio che cambia prospettiva
Comiso è stato inaugurato nel 2013 su una ex base militare NATO, con grandi ambizioni e una partenza difficile. Per anni lo scalo ha faticato a consolidarsi, con traffico discontinuo e stagionalità accentuata. La svolta è arrivata gradualmente, sostenuta dall’interesse dei vettori low cost — Ryanair in testa — e da una politica di sviluppo delle connessioni con i principali hub del Nord Italia.
L’area servita dallo scalo — la provincia di Ragusa e parte di quella di Siracusa — è tra le meno infrastrutturate del Mezzogiorno sul piano dei trasporti terrestri. In questo contesto, il potenziamento dell’offerta aerea rappresenta non solo un dato statistico, ma uno strumento concreto di accessibilità per imprese, lavoratori e turisti.
Secondo i dati di Assoaeroporti, Comiso si colloca tra gli aeroporti italiani con il tasso di crescita più elevato nel primo trimestre 2026, pur partendo da volumi assoluti ancora contenuti rispetto agli scali maggiori.
Il trend attuale suggerisce che, se la programmazione estiva manterrà gli attuali livelli di offerta, lo scalo potrebbe chiudere il 2026 con un volume annuo di passeggeri mai raggiunto dalla sua apertura.




