La rottamazione quinquies entra nella sua fase finale con il termine ultimo per la presentazione delle domande fissato al 30 aprile 2026. I cittadini e le imprese possono regolarizzare i carichi affidati all’agente della riscossione tra il primo gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, beneficiando dell’abbattimento di sanzioni, interessi e aggio. Il piano di rientro, introdotto dalla Legge di Bilancio 2026, prevede una dilazione dei pagamenti che può estendersi fino al 2035, offrendo un’importante boccata d’ossigeno per chi ha debiti fiscali o contributivi regolarmente dichiarati.
Storicamente, le procedure di definizione agevolata rappresentano uno strumento ciclico utilizzato dal fisco italiano per smaltire il gigantesco magazzino dei crediti non riscossi, che ha ormai superato la soglia dei 1.100 miliardi di euro. Rispetto alle precedenti edizioni, la quinquies introduce una distinzione netta basata sulla natura del debito: per la prima volta si punta con decisione sulla “compliance” spontanea, premiando chi ha dichiarato correttamente le proprie imposte ma non è riuscito a versarle. Questo approccio riflette la necessità di separare l’evasione totale dal ritardo nei pagamenti causato da crisi di liquidità, un fenomeno che negli ultimi anni ha colpito duramente le piccole e medie imprese italiane.
Requisiti per la definizione agevolata delle cartelle
Il perimetro della misura include i debiti derivanti dall’omesso versamento di tasse risultanti dalle dichiarazioni annuali e dai contributi previdenziali INPS. Restano invece tassativamente escluse le cartelle nate da dichiarazioni omesse o attività di accertamento. Gli interessati possono trasmettere l’istanza autonomamente tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, utilizzando le credenziali SPID, CIE o CNS, oppure affidarsi a intermediari delegati attraverso il canale Equipro.
Un elemento di discontinuità fondamentale riguarda il rigore nei pagamenti. Per la nuova procedura, infatti, “nessuna tolleranza è prevista rispetto alle scadenze”: a differenza della precedente rottamazione quater, non sono concessi i cinque giorni di moratoria per i versamenti tardivi. Il mancato pagamento della prima rata, dell’ultima o di due rate anche non consecutive comporta l’immediata decadenza dai benefici dello sconto.
Piano di rateazione e scadenze dei pagamenti
Il piano di ammortamento può arrivare a un massimo di 54 rate bimestrali, con la condizione che ciascuna quota non sia inferiore a 100 euro. Di conseguenza, la rateazione massima decennale è riservata a debiti superiori ai 5.400 euro. L’Agenzia delle Entrate Riscossione invierà ai richiedenti la comunicazione delle somme dovute entro il 30 giugno, definendo l’esatto importo del capitale da versare al netto degli oneri accessori.
Il calendario dei rimborsi prevede il primo appuntamento alla cassa per il 31 luglio 2026. Su tutte le rate successive alla prima, che decorreranno dal primo agosto, verrà applicato un tasso di interesse annuo pari al 3 per cento. Chi ha già aderito alla rottamazione quater può rientrare nella nuova procedura quinquies solo se risulta in regola con i pagamenti delle rate dovute alla data del 30 settembre 2025, confermando la volontà del legislatore di non premiare i contribuenti recidivi nell’inadempimento delle precedenti sanatorie.



