Il Governo Meloni è al lavoro sulla definizione del nuovo decreto Primo maggio, un provvedimento cardine che mira a rendere strutturale il bonus giovani e a prorogare gli incentivi per l’occupazione femminile. La bozza del testo, che sarà presentata in occasione della Festa dei lavoratori, punta a superare la logica delle proroghe temporanee per offrire alle imprese un quadro normativo stabile sulle agevolazioni contributive.
L’attuale mercato del lavoro italiano, pur registrando tassi di occupazione record, continua a soffrire di un cronico squilibrio generazionale e di genere. Secondo i dati Eurostat, l’Italia presenta uno dei tassi di occupazione giovanile più bassi dell’area UE, con una forte concentrazione di contratti a termine. Rendere strutturali i bonus per chi assume a tempo indeterminato under 35 rappresenta un tentativo di invertire la rotta della precarietà, cercando di allineare i costi del lavoro nazionale a quelli dei principali partner europei, specialmente nelle aree dove la disoccupazione giovanile supera la soglia critica del 30%.
Come funziona lo sgravio per giovani under 35 e donne
Il meccanismo principale del bonus consiste in un esonero dai contributi previdenziali per le nuove assunzioni stabili. Il beneficio spetta ai giovani che non hanno ancora compiuto 35 anni e che non sono mai stati titolari di un contratto a tempo indeterminato in precedenza. L’agevolazione è massima, pari al 100% dei contributi, qualora l’ingresso del nuovo dipendente generi un incremento occupazionale netto rispetto alla media dell’anno precedente. In caso contrario, lo sconto scende al 70%.
Il decreto punta inoltre a dare continuità alle misure per le lavoratrici, attualmente prorogate dal Milleproroghe solo fino al 31 dicembre 2026. L’obiettivo è quello di mettere stabilmente a regime entrambi gli incentivi, riducendo stabilmente il cuneo fiscale per le categorie più fragili del mercato. Per le aziende operanti nella Zona Economica Speciale (Zes) Unica, che comprende regioni come Sicilia, Sardegna, Campania e Puglia, l’incentivo è ancora più robusto: il tetto mensile dell’esonero sale da 500 a 650 euro.
Indennità anti-inflazione e tutele per i rider
Oltre agli sgravi per le assunzioni, il decreto Primo maggio introduce norme per accelerare i rinnovi dei contratti collettivi nazionali (Ccnl). Per contrastare la perdita di potere d’acquisto dovuta alla vacanza contrattuale, il testo prevede un’indennità automatica per i dipendenti: dopo sei mesi dalla scadenza del contratto senza rinnovo, scatterà una somma pari al 30% del tasso di inflazione programmato, che salirà al 60% dopo un anno di attesa.
Il provvedimento include anche interventi a tutela dei rider e la conferma di agevolazioni fiscali su alcune voci della busta paga. Si va dalla tassazione agevolata al 15% per straordinari, lavoro notturno e festivi, fino alla flat tax sugli aumenti salariali derivanti dai rinnovi. Questo pacchetto di misure mira a sostenere i redditi medio-bassi in una fase di inflazione ancora sensibile, cercando di favorire al contempo la produttività aziendale attraverso la detassazione del welfare e dei premi di risultato.



