L’INPS ha ufficializzato il cronoprogramma per le erogazioni dell’Assegno di Inclusione (AdI) relative al mese di marzo 2026. Come di consueto, il calendario non è unico, ma si articola in due finestre temporali distinte per distinguere chi attende la prima ricarica da chi è già titolare del sussidio.
Le date chiave di marzo
Per questo mese, l’Istituto ha fissato due appuntamenti fondamentali per il caricamento delle somme sulla Carta di Inclusione:
- 13 marzo 2026: È la data destinata ai nuovi beneficiari. Si tratta di coloro che hanno inoltrato l’istanza e sottoscritto il Patto di Attivazione Digitale (PAD) nel corso del mese di febbraio 2026. Per loro, l’erogazione avverrà contestualmente alla consegna della carta presso gli uffici postali.
- 27 marzo 2026: È il turno dei già percettori. La ricarica ordinaria è prevista per l’ultima settimana del mese per tutti i nuclei familiari che hanno già ricevuto almeno una mensilità in precedenza e che continuano a soddisfare i requisiti reddituali e patrimoniali.
Importi 2026: scatta la rivalutazione ISTAT
Una delle novità più rilevanti di quest’anno riguarda l’adeguamento delle somme al costo della vita. A partire dal 1° gennaio, infatti, le quote base sono state rivalutate dell’1,4% per contrastare l’inflazione registrata nell’ultimo periodo.
- Quota base standard: l’integrazione può raggiungere una soglia di circa 510 euro mensili.
- Over 67 e disabilità grave: per i nuclei composti da anziani o persone con gravi fragilità, il tetto massimo sale a circa 640 euro.
- Sostegno all’affitto: resta confermato il contributo aggiuntivo per chi vive in locazione, che può arrivare fino a 280 euro al mese.
Come monitorare l’accredito
Per verificare se la ricarica è andata a buon fine o per controllare l’esatto ammontare spettante, i cittadini possono consultare il portale MyINPS utilizzando le proprie credenziali SPID, CIE o CNS.
In caso di mancato accredito il 27 marzo, si consiglia di attendere fino al tardo pomeriggio, poiché i flussi telematici tra INPS e Poste Italiane potrebbero subire dei lievi ritardi tecnici. È inoltre fondamentale aver aggiornato l’ISEE 2026: in assenza del nuovo indicatore, il pagamento potrebbe subire sospensioni cautelative.




