La rottamazione quinquies estesa ai tributi locali entra ufficialmente nel sistema fiscale italiano con la conversione del decreto fiscale n. 38/2026. La misura è contenuta nella Legge n. 88/2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 22 maggio 2026, e permette ai contribuenti di regolarizzare alcuni debiti verso Comuni e Regioni senza pagare sanzioni e interessi.
La novità riguarda i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Restano esclusi i debiti derivanti da condanne della Corte dei conti.
Non si tratta però di una sanatoria automatica. Ogni ente locale dovrà decidere autonomamente se aderire alla misura.
I Comuni e le Regioni interessati dovranno approvare una delibera specifica e trasmetterla all’AdER entro il 30 giugno 2026. L’atto dovrà essere pubblicato anche sul sito istituzionale dell’ente.
Secondo quanto previsto dalla norma, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione pubblicherà entro il 15 giugno 2026 le istruzioni operative rivolte agli enti locali. Nel frattempo l’IFEL, la fondazione dell’ANCI dedicata alla finanza locale, ha chiesto una proroga dei termini al 31 luglio 2026 per agevolare i circa 980 Comuni coinvolti dal rinnovo amministrativo di primavera.
Come funziona la rottamazione quinquies dei tributi locali
La definizione agevolata comprende sia debiti tributari sia somme non tributarie. Chi aderisce dovrà versare soltanto il capitale dovuto, senza sanzioni e interessi maturati.
Per le multe stradali lo sconto riguarda esclusivamente gli interessi e gli aggi maturati nel tempo.
La procedura per i cittadini sarà interamente telematica. Entro il 15 settembre 2026, l’AdER renderà disponibile online il prospetto delle somme definibili e le modalità operative per presentare domanda.
L’invio delle richieste partirà dal 16 settembre 2026 e si chiuderà il 31 ottobre 2026. Dopo quella data non sarà più possibile aderire.
Rate fino a nove anni
Una volta presentata la domanda, sarà l’Agenzia delle Entrate-Riscossione a comunicare il piano definitivo dei pagamenti.
La risposta ai contribuenti arriverà entro il 31 dicembre 2026. Il saldo in unica soluzione oppure la prima rata dovranno essere versati entro il 31 gennaio 2027.
La norma consente una dilazione fino a 54 rate bimestrali di pari importo. Ogni rata non potrà essere inferiore a 100 euro.
Dal 1° febbraio 2027, sulle somme rateizzate scatteranno interessi del 3% annuo.
Resta rigido il meccanismo di decadenza. Il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, farà perdere automaticamente i benefici della definizione agevolata. La decadenza scatterà immediatamente anche in caso di mancato pagamento della prima o dell’ultima rata prevista dal piano.
Per i contribuenti siciliani, compresi quelli della provincia di Ragusa, sarà decisiva la scelta dei singoli enti locali nelle prossime settimane. Solo dopo le delibere comunali sarà possibile capire quali tributi potranno rientrare concretamente nella sanatoria.



