Il mese di marzo segna l’entrata a pieno regime delle nuove tabelle INPS per l’Assegno Unico e Universale. Grazie alla rivalutazione annuale e al ricalcolo basato sui nuovi indicatori della situazione economica equivalente, gli importi base e le maggiorazioni per i figli a carico presentano cifre aggiornate, che quest’anno oscillano mediamente tra un minimo di 149 euro e un massimo di 330 euro per figlio, a seconda della fascia ISEE di appartenenza e delle caratteristiche del nucleo familiare (presenza di disabilità, numero di figli o età della madre).
Il calendario degli accrediti: nessuna variazione
Contrariamente ad alcune indiscrezioni su possibili slittamenti, l’INPS ha confermato la regolarità del calendario dei pagamenti. Per le famiglie che non hanno subito variazioni significative nel proprio profilo, le somme saranno disponibili per la riscossione nelle giornate di sabato 21 e domenica 22 marzo 2026.
È bene ricordare che, trattandosi di giorni festivi, la valuta effettiva sul conto corrente potrebbe essere visibile per alcuni istituti di credito già dal venerdì precedente o, al più tardi, dal lunedì successivo.
Cosa fare in caso di ritardi o mancato accredito
Se entro la fine della terza settimana di marzo non dovesse risultare alcun movimento in entrata, il consiglio è di non attendere oltre e procedere con una verifica autonoma. Attraverso il portale MyINPS, accedendo con le proprie credenziali digitali (SPID, CIE o CNS), è possibile consultare il “Fascicolo Previdenziale del Cittadino”.
In questa sezione è possibile monitorare:
- Lo stato della domanda (se ancora “accolta” o sospesa).
- Eventuali note o anomalie comunicate dall’Istituto (spesso legate alla mancata presentazione dell’ISEE 2026 o a incongruenze nell’IBAN).
- Il dettaglio analitico del calcolo compiuto dall’INPS per la mensilità corrente.
L’importanza dell’ISEE aggiornato
Ricordiamo che da questo mese l’importo viene determinato esclusivamente sulla base della DSU 2026. Chi non avesse provveduto all’aggiornamento entro i termini vedrà l’importo ridotto alla quota minima, con la possibilità di recuperare le somme spettanti solo presentando la certificazione entro il termine ultimo del 30 giugno.




