La Rottamazione quinquies (L. 199/2025) promette di essere una boccata d’ossigeno per i contribuenti, ma per chi ha già in corso piani di dilazione ordinaria il percorso si fa tortuoso. Il problema principale emerge nei cosiddetti “piani misti”, dove convivono debiti rottamabili e carichi esclusi, creando un paradosso digitale che i sistemi online dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) non sembrano ancora in grado di gestire.
Il rischio della “sospensione parziale”
Una volta presentata la domanda entro il 30 aprile 2026, scatta il congelamento dei pagamenti. Tuttavia, la sospensione non è totale: riguarda solo le somme inserite nell’istanza.
- La trappola: Per i debiti che restano fuori dalla sanatoria, l’obbligo di pagare le rate mensili prosegue senza sosta.
- La conseguenza: Se il contribuente smette di pagare l’intera rata pensando che la domanda di rottamazione copra tutto, rischia la decadenza definitiva dalla dilazione ordinaria (che scatta dopo il mancato versamento di 8 rate).
Il vicolo cieco della cartella “ibrida”
La vera sfida si presenta quando una singola cartella esattoriale contiene al suo interno voci di natura diversa: ad esempio, una quota capitale IVA (definibile) e sanzioni amministrative locali (escluse).
In questo caso, l’infrastruttura tecnologica mostra la corda:
- Sistemi Online: Il portale “Paga Online” e l’app “Equiclick” non permettono di “spezzare” il bollettino della rata. Il sistema vede un importo unico e non consente pagamenti parziali.
- Sportello Virtuale: Anche il video-appuntamento, pur utile per chiarimenti, spesso non ha l’autorizzazione tecnica per emettere bollettini ricalcolati in tempo reale.
La soluzione “analogica”: il ritorno allo sportello fisico
Per evitare errori che potrebbero costare caro, la soluzione resta quella tradizionale: recarsi fisicamente in ufficio. Un operatore deve infatti procedere manualmente allo scorporo contabile, scorporando la quota “congelata” da quella che deve essere pagata subito.
L’onere per il contribuente: Questa operazione non è definitiva. Poiché il sistema non si aggiorna automaticamente in questa fase transitoria, il ricalcolo e la stampa del bollettino ridotto potrebbero dover essere ripetuti ogni mese, fino al 31 luglio 2026 (data in cui la rottamazione diventa effettiva e le vecchie rateazioni vengono ricalcolate d’ufficio).
Un esempio pratico
Immaginiamo una rata mensile da 500 euro. Se 350 euro riguardano debiti rottamabili e 150 euro debiti esclusi, il contribuente deve continuare a versare i 150 euro ogni mese. Senza il passaggio manuale allo sportello per ottenere un nuovo modulo di pagamento da 150 euro, il versamento risulterebbe impossibile o verrebbe imputato in modo errato, mettendo a rischio la permanenza nella rateazione per la parte non sanabile.
Conclusioni: agire d’anticipo
La rigidità degli attuali algoritmi fiscali impone la massima cautela. In attesa di un eventuale aggiornamento dei software di Agenzia Riscossione, la prenotazione di un appuntamento fisico resta l’unica mossa sicura per chi si trova in una situazione di debito “misto”.




