Palazzo Spadaro ha ospitato nei giorni scorsi un incontro strategico focalizzato sull’integrazione e la lotta al caporalato nell’area del Sud-Est siciliano. L’evento, inserito nel progetto Com.In.5 e finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027, ha riunito rappresentanti delle amministrazioni locali e del Terzo Settore per definire nuove strategie di inclusione e mappare i fabbisogni abitativi e formativi degli immigrati nelle province di Ragusa e Siracusa.
Il sindaco di Scicli, Mario Marino, ha aperto i lavori sottolineando la necessità di affrontare le sfide quotidiane vissute dagli operatori del sociale. Il progetto punta a rafforzare la collaborazione tra la Regione Siciliana, capofila del partenariato insieme ad altre regioni del Mezzogiorno, e i Comuni. L’obiettivo principale è la qualificazione degli uffici pubblici attraverso percorsi di capacity building che migliorino l’efficacia dei servizi erogati.
Durante la sessione, il funzionario regionale Saverino Richiusa ha presentato le linee d’azione della Regione Siciliana, evidenziando l’importanza di una governance multidisciplinare per gestire l’accoglienza dei cittadini di Paesi Terzi. Questo modello di pianificazione partecipata mira a creare strumenti innovativi di cooperazione tra istituzioni pubbliche e privato sociale, superando le criticità legate all’emarginazione lavorativa e abitativa.
La tappa sciclitana ha rappresentato un momento di analisi tecnica per gli operatori sanitari, educativi e sociali attivi sul territorio. Rafforzare le competenze di chi gestisce i processi di integrazione è considerato un passaggio fondamentale per rispondere in modo coordinato alle emergenze del territorio, promuovendo modelli di migrazione legale e percorsi di autonomia per i cittadini stranieri.




