L’innovazione farmacologica ridefinisce i percorsi di cura per il carcinoma mammario HER2-positivo in Puglia. Durante l’evento “Dual Answher2+”, svoltosi presso la sede della Regione a Bari, esperti e istituzioni si sono confrontati sui vantaggi della terapia sottocute, una modalità che permette di abbattere drasticamente i tempi di somministrazione rispetto alla tradizionale infusione endovenosa.
Secondo Alessandro Delle Donne, commissario straordinario dell’Irccs Oncologico di Bari e presidente Ucor Puglia, il passaggio al sottocute garantisce una risposta rapida alle esigenze delle pazienti e delle loro famiglie. Questa innovazione impatta positivamente sull’organizzazione sanitaria, favorendo l’equità di accesso e riducendo il rischio di inserimento nelle liste d’attesa.
Il nuovo modello organizzativo apre una fase di reale integrazione tra ospedale e territorio. La somministrazione sottocutanea, infatti, consente alle pazienti di ricevere le cure anche in strutture territoriali, limitando la necessità di recarsi nei centri ospedalieri principali. Questo approccio contribuisce inoltre a contrastare il fenomeno della mobilità passiva verso altre regioni.
Saverio Cinieri, direttore dell’Oncologia medica presso l’ospedale Perrino di Brindisi, sottolinea come il trattamento per il sottotipo HER2+, una forma di tumore particolarmente aggressiva, sia profondamente cambiato. La possibilità di somministrare contemporaneamente due molecole mirate attraverso una semplice iniezione riduce i tempi della terapia da circa un’ora a pochi minuti, con benefici psicologici per la paziente e una gestione più efficiente delle poltrone nei reparti.
Vantaggi significativi interessano anche le farmacie ospedaliere. Patrizia Nardulli, direttrice della Farmacia dell’Istituto Tumori di Bari, spiega che le preparazioni endovenose richiedono dosaggi personalizzati e rigorosi protocolli di sterilità, con tempi di allestimento lunghi. Al contrario, le terapie sottocutanee a dose fissa riducono i margini di errore e i costi dei dispositivi medici, permettendo di evadere un numero maggiore di terapie con un minor impiego di risorse.
L’evoluzione delle strategie terapeutiche si inserisce nel quadro delle Breast Unit della Rete Oncologica pugliese, in linea con gli obiettivi del Pnrr e delle indicazioni Agenas per un sistema sanitario più sostenibile e vicino ai cittadini.




