Il mese di marzo 2026 si apre con una doccia fredda per migliaia di famiglie italiane. Molti beneficiari dell’Assegno Unico e Universale vedranno accreditarsi la quota minima prevista dalla legge, pari a soli 58,30 euro per figlio. Non si tratta di un errore tecnico, ma della conseguenza diretta della mancata presentazione del nuovo ISEE entro i termini stabiliti.
Calendario e fluttuazioni: cosa aspettarsi tra il 19 e il 20 marzo
L’INPS ha confermato che l’erogazione ordinaria avverrà nella finestra temporale tra giovedì 19 e venerdì 20 marzo. Per chi ha invece inoltrato una nuova istanza nel corso di febbraio, l’accredito potrebbe subire un leggero differimento, restando comunque garantito entro il 31 del mese.
Il “taglio” d’ufficio: perché l’importo è così basso?
Il meccanismo è automatico: la scadenza per trasmettere la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) aggiornata era il 28 febbraio. In assenza di questo documento, l’Istituto Previdenziale non può calcolare la fascia di reddito effettiva e applica la soglia base:
- 58,30 euro per i figli minorenni a carico.
- 29,10 euro per i figli maggiorenni (fino a 21 anni, se studenti o con reddito sotto gli 8.000 euro).
La finestra di recupero: arretrati entro il 30 giugno
La buona notizia è che il taglio non è irreversibile. La normativa concede una “fase di sanatoria”: chi presenta l’ISEE aggiornato entro il 30 giugno 2026 otterrà non solo il ricalcolo della mensilità corrente, ma anche il rimborso integrale degli arretrati maturati a partire da marzo. Oltre tale data, l’adeguamento dell’assegno non sarà retroattivo.
Per chi ha invece già provveduto al rinnovo, l’importo di marzo rifletterà fedelmente la nuova situazione economica: un ISEE più alto rispetto al 2025 comporterà un assegno più leggero, mentre un indicatore più basso genererà un aumento del bonifico.
Rivalutazione ISTAT e conguagli di gennaio
Un altro elemento che caratterizza i pagamenti di questo mese è la rivalutazione ISTAT dell’1,4%, legata all’inflazione registrata nell’ultimo anno. Sebbene l’adeguamento sia teoricamente operativo da febbraio, è nella mensilità di marzo che l’INPS liquiderà i conguagli relativi a gennaio, includendo così le differenze non corrisposte all’inizio dell’anno.




