Siamo agli sgoccioli per l’invio delle richieste relative al Bonus Mamme 2026. Se la stragrande maggioranza delle lavoratrici ha già incassato il contributo o è in attesa dell’accredito, esiste una “finestra” specifica ancora aperta: quella dedicata a chi ha maturato i requisiti proprio negli ultimi giorni dello scorso anno.
1. La scadenza del 31 gennaio: chi rientra?
Il termine ordinario per le domande si è concluso il 9 dicembre, ma l’INPS ha previsto una proroga strategica. Possono fare richiesta entro il 31 gennaio 2026:
- Le lavoratrici che hanno perfezionato i requisiti (ad esempio tramite la nascita di un figlio) nel periodo compreso tra il 9 e il 31 dicembre 2025.
Per chi invierà la domanda in questi giorni, l’erogazione del bonus — che può arrivare fino a un massimo di 480 euro — è prevista per il mese di febbraio.
2. Le novità della versione 2025: soldi extra in busta paga
È bene ricordare che il bonus ha cambiato pelle rispetto al passato. Non si tratta più di uno sconto sui contributi da pagare, ma di una vera e propria somma aggiuntiva versata in busta paga.
(Nota: la vecchia formula dell’esonero contributivo resta valida solo per le dipendenti a tempo indeterminato con almeno 3 figli).
L’importo:
Il contributo base è di 40 euro per ogni mese lavorato nel 2025, per un totale annuo di 480 euro. Tuttavia, grazie ai ritocchi della Legge di Bilancio, la cifra mensile può salire fino a 60 euro, portando il massimale annuo a 720 euro.
3. Requisiti e Platea: chi può accedere?
Il bonus è destinato alle lavoratrici con un reddito annuo entro i 40.000 euro. Nello specifico, possono richiederlo:
- Dipendenti (determinato/indeterminato), autonome e professioniste con 2 figli, di cui il più piccolo deve avere meno di 10 anni.
- Dipendenti (determinato), autonome e professioniste con 3 o più figli, di cui il più giovane deve essere minorenne (under 18).
Sono ammessi anche i contratti di somministrazione e il lavoro intermittente, mentre restano esclusi i rapporti di lavoro domestico (colf e badanti). Il beneficio è calcolato solo sui mesi di effettivo lavoro; i periodi di sospensione non danno diritto al contributo.
4. Come presentare la domanda
Per non perdere l’occasione di ricevere l’accredito a febbraio, le aventi diritto devono muoversi tempestivamente attraverso i canali consueti:
- Portale INPS: Accedendo con SPID, CIE o CNS alla sezione dedicata.
- Patronati: Per chi preferisce assistenza nella compilazione della pratica.
In sintesi: i punti chiave
| Elemento | Dettaglio |
| Ultima chiamata | 31 gennaio 2026 |
| Requisito temporale | Requisiti maturati tra il 9 e il 31 dicembre 2025 |
| Pagamento | Previsto per febbraio |
| Tetto reddito | 40.000 euro |




