La Luna piena del raccolto illumina il cielo di sabato 26 settembre: la fase di plenilunio arriva alle 18:49 ora italiana, quasi in coincidenza con il sorgere del satellite sull’orizzonte orientale. È il primo plenilunio dopo l’equinozio d’autunno, arrivato mercoledì 23 settembre alle 2:05, e sarà visibile da tutta Italia per l’intera notte, fino all’alba di domenica 27, se le nuvole lo permetteranno.
L’appuntamento non si esaurisce con il plenilunio. Già nella notte di venerdì 25 il disco appariva quasi pieno, e la sera di domenica 27 settembre la Luna incontrerà Saturno in una congiunzione osservabile a occhio nudo per tutta la notte: il pianeta sorgerà a est attorno alle 19:30, poco a destra del satellite, tra le costellazioni dei Pesci e della Balena.
Secondo la rubrica «Il cielo del mese» dell’Unione Astrofili Italiani, è il quarto e ultimo incontro di settembre tra la Luna e un pianeta. Saturno apparirà un po’ più grande e brillante del solito perché si avvicina all’opposizione, che raggiungerà alle 14 di domenica 4 ottobre. Il bagliore del disco lunare, ancora quasi pieno, ne attenuerà la luce senza però impedirne la vista.
L’opposizione è la configurazione in cui un pianeta esterno, visto dalla Terra, si trova nella direzione opposta al Sole: Saturno resta così visibile tutta la notte, più vicino e più luminoso. Il 4 ottobre sarà la sera migliore dell’anno per osservarlo.
Perché si chiama Luna del raccolto
Il nome arriva dalla tradizione dei nativi americani, che davano un nome a ogni plenilunio legandolo a fenomeni naturali, animali e lavori agricoli. Secondo l’almanacco statunitense Almanac.com, a settembre in Nord America si raccoglie il mais e il plenilunio del mese è di norma la Luna piena del mais. Prende invece il nome di Luna del raccolto quando cade a ridosso dell’equinozio, che si verifica tra il 21 e il 24 settembre. Se l’equinozio è più vicino al plenilunio di ottobre, di solito chiamato Luna del cacciatore, il nome passa a quest’ultimo.
C’è poi una ragione astronomica. In media la Luna sorge circa 50 minuti più tardi ogni giorno, ma intorno all’equinozio d’autunno, alle medie latitudini dell’emisfero nord, l’inclinazione della sua orbita rispetto all’orizzonte riduce questo ritardo per alcune sere di fila. Per più giorni consecutivi il satellite compare poco dopo il tramonto. Il Royal Observatory di Greenwich lega il nome proprio a questo: prima della luce elettrica, gli agricoltori potevano prolungare il raccolto nelle ore serali.
Anche l’immagine della grande Luna arancione sui campi ha una spiegazione che non riguarda solo questo plenilunio. Vicino all’orizzonte la luce lunare attraversa uno strato di atmosfera più spesso: le lunghezze d’onda più corte si disperdono e prevalgono i toni caldi, dal giallo all’arancio fino al rossastro. Succede con qualsiasi Luna bassa sull’orizzonte.
In Italia chi lavora la terra conosce questo plenilunio anche come Luna della vendemmia: segna la fine dei raccolti e la preparazione delle provviste per l’inverno. Secondo alcune credenze popolari, vendemmiare con la Luna piena favoriva il raccolto e dava vini migliori.
Gli appuntamenti di ottobre
Dopo l’opposizione di Saturno del 4 ottobre, il calendario prevede il picco dello sciame meteorico delle Draconidi nella notte tra l’8 e il 9 ottobre e quello delle Orionidi tra il 21 e il 22. Nel corso del mese la Luna sarà protagonista di altre congiunzioni con pianeti e stelle.



