La Sicilia resta sotto l’anticiclone africano fino a martedì 8 settembre, con punte di temperatura che in alcune aree possono avvicinarsi ai 40°C. Da mercoledì 9 settembre, come annunciano le previsioni di TempoItalia, un fronte atlantico prenderà il posto dell’alta pressione, portando temporali diffusi e un calo termico che nel weekend successivo potrebbe arrivare fino a 10°C in meno rispetto ai valori attuali.
A rendere questa fase diversa da una normale coda d’estate è la temperatura del mare. Nelle acque intorno alla Sicilia e nel resto del Mediterraneo il valore superficiale risulta di 4-5 gradi superiore alla media del trentennio 1991-2020, con i bacini meridionali che toccano i 30°C. È un surplus di energia che i fronti perturbati, attraversando acque così calde, trasformano in umidità e in rovesci capaci di provocare nubifragi e allagamenti.
Venerdì 4 settembre sono stati battuti diversi record storici di temperatura per il mese di settembre. Le proiezioni collocano i valori medi tra 5 e 8-10 gradi sopra le medie stagionali, un margine che spiega perché le massime superino con facilità i 35°C in gran parte del Paese, Sicilia compresa. Nelle settimane precedenti, in Sardegna erano già stati superati i record del 1983.
Il cambiamento arriva dal Nord Atlantico: una struttura depressionaria alimentata da aria fredda si sposterà verso l’Europa Centrale e poi sul Mediterraneo, spingendo in ritirata l’anticiclone africano. L’ultima fiammata di caldo resisterà fino a martedì 8 settembre; mercoledì 9 e soprattutto giovedì 10 il fronte freddo porterà temporali diffusi, con i fenomeni più organizzati sulle aree orientali del Paese e sconfinamenti tra Calabria e Sicilia.
Nel fine settimana del 12 e 13 settembre le temperature potrebbero scendere di circa 10 gradi rispetto ai valori attuali, con anomalie negative su diverse zone d’Italia dopo tre mesi di caldo intenso. Resta in valutazione l’ipotesi di una depressione secondaria sui mari italiani: i contrasti tra l’aria calda residua e quella fredda in arrivo potrebbero generare una fenomenologia diffusa e particolarmente intensa, la prima di stampo autunnale della stagione.
Un secondo peggioramento potrebbe arrivare da nord-ovest nei giorni successivi, legato a un vortice di bassa pressione tra Islanda e Isole Britanniche. Un autunno stabile e continuativo difficilmente si affaccerà prima dell’ultima decade di settembre: nelle giornate successive al passaggio perturbato non sono escluse nuove fiammate dell’anticiclone africano, anche se con probabilità basse di lunga durata.



