Un pomeriggio di paura ha segnato domenica 26 luglio la costa iblea: una turista ha perso la vita a Donnalucata, mentre decine di bagnanti sono stati salvati in extremis dalle correnti. Ecco la ricostruzione di quello che è accaduto — e cosa sapere prima di entrare in acqua.
Sembrava una domenica estiva come tante. Il sole sulle spiagge della costa ragusana, il mare che a prima vista invitava al bagno, famiglie e turisti sulla riva. Poi, nel giro di poche ore, tre episodi drammatici hanno trasformato il 26 luglio in una giornata che il litorale ibleo difficilmente dimenticherà.
La tragedia di Donnalucata
Il momento più grave si è consumato nel tardo pomeriggio a Donnalucata, nella spiaggia di Micenci, sul tratto di costa di via Lentini nel comune di Scicli. Una donna di nazionalità polacca, sessant’anne, è stata colta da un malore improvviso mentre si trovava in acqua. Il bagnino in servizio nelle vicinanze è intervenuto immediatamente praticando il massaggio cardiaco, ma ogni tentativo si è rivelato inutile. All’arrivo dell’ambulanza del 118, il personale medico non ha potuto far altro che constatare il decesso.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Donnalucata e il medico legale, incaricato dall’autorità giudiziaria di effettuare gli accertamenti di rito per chiarire le cause della morte, che sembrano riconducibili a un malore fatale sopraggiunto mentre la donna stava entrando in acqua. La salma è stata recuperata e la zona di via Lentini è rimasta presidiata dalle forze dell’ordine nelle ore successive.
Paura a Marina di Ragusa: bagnanti trascinati dalle correnti
Quasi in parallelo, a pochi chilometri di distanza, il pomeriggio si trasformava in un’emergenza anche a Marina di Ragusa. Intorno alle 17:30, nonostante il mare non apparisse particolarmente agitato e la bandiera gialla fosse esposta, le condizioni sono cambiate bruscamente: correnti improvvise e insidiose hanno iniziato a trascinare i bagnanti, impedendo il rientro autonomo a riva.
Le prime richieste di aiuto sono arrivate dall’area antistante il lido Azzurro-Serafino, dove una bagnina in servizio si è tuffata immediatamente per soccorrere una persona in difficoltà. Quasi in contemporanea sono scattate altre segnalazioni dalla zona del lido Margarita e dalla barriera frangiflutti, con più persone sorprese dalla forza del mare. Sul posto sono intervenuti due gommoni della Protezione Civile comunale e un mezzo della Guardia Costiera, che hanno pattugliato lo specchio d’acqua recuperando diversi bagnanti.
Otto giovani salvati a Cava d’Aliga
La giornata non era ancora finita. Nel tardo pomeriggio, un altro intervento si è reso necessario nelle acque di Cava d’Aliga, nel territorio di Scicli: otto giovani, sorpresi dalle correnti marine, si sono trovati in grave difficoltà e non riuscivano più a raggiungere la riva. Determinante è stato l’intervento di una moto d’acqua, che ha effettuato più viaggi tra il punto in cui si trovavano i ragazzi e la spiaggia, riportandoli tutti in sicurezza.
Perché il mare inganna d’estate: cosa sono le correnti improvvise
Tre episodi, poche ore, lo stesso nemico invisibile: le correnti sottomarine. In estate, specie nelle giornate di vento orientale che caratterizzano la costa iblea, possono formarsi correnti di ritorno — chiamate anche rip currents — che si originano vicino alla riva e trascinano verso il largo in pochi secondi, anche quando il mare sembra calmo in superficie. Sono particolarmente insidiose perché invisibili a occhio nudo e perché chi le incontra tende a nuotare contro di esse esaurendosi rapidamente.
La costa ragusana, con il suo profilo di fondali sabbiosi interrotti da scogli e frangiflutti, è un territorio in cui questi fenomeni si verificano con frequenza durante i mesi estivi.
Cosa fare se ti sorprende la corrente: le regole che salvano la vita
Sapere come reagire può fare la differenza tra un brutto spavento e una tragedia.
▸ Non nuotare contro la corrente. È l’errore più comune e più pericoloso: esaurisce le energie in pochi minuti. Nuotare parallelamente alla riva, lateralmente rispetto alla direzione in cui si viene trascinati, permette di uscirne.
▸ Segnalarsi immediatamente. Alzare un braccio, gridare, agitarsi verso la riva: i bagnini e i presenti devono sapere che si è in difficoltà.
▸ Non farsi prendere dal panico. Restare a galla senza sprecare energie è prioritario. Anche chi non è un nuotatore esperto può galleggiare sulla schiena aspettando i soccorsi.
▸ Rispettare sempre le bandiere: verde (mare sicuro), gialla (attenzione, cautela), rossa (divieto di balneazione).
📞 Emergenza in mare: chiama il 1530 — Guardia Costiera, attivo 24h, gratuito
Il presidio sulla costa ragusana
Per l’estate 2026 il litorale ibleo è presidiato da un servizio di salvataggio articolato su due postazioni principali — Marina di Ragusa e Punta Braccetto — con dodici assistenti bagnanti qualificati e brevettati. Un presidio che domenica ha dimostrato di funzionare, ma che non può sostituire la responsabilità individuale di chi entra in acqua.



