Modica entra nella rete di monitoraggio del progetto europeo WAVEGUARD con l’installazione di due nuove stazioni sismiche destinate a studiare gli effetti degli eventi meteo-marini estremi nel Canale di Sicilia e nel Mediterraneo centrale. L’iniziativa rientra nel programma Interreg VI-A Italia-Malta ed è finalizzata a rafforzare gli strumenti di osservazione e analisi utili alla prevenzione e alla gestione dei fenomeni più intensi.
Le due postazioni saranno realizzate nel territorio comunale come parte di un array sismico in fase di sviluppo nell’area iblea. Si tratta di una rete coordinata di stazioni progettata per rilevare i segnali prodotti dall’interazione tra mare, atmosfera e suolo durante mareggiate, tempeste e Medicane, i cicloni mediterranei con caratteristiche simili a quelle tropicali.
Il progetto, coordinato dall’Università degli Studi di Catania attraverso il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali, coinvolge anche l’Università degli Studi di Palermo, l’INGV, l’ISPRA, il CNR, la University of Malta, il Civil Protection Department di Malta e il Comando Generale delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera.
Secondo quanto spiegato dall’assessore alle Politiche sociali di Modica, Concetta Spadaro, WAVEGUARD punta a integrare diverse tecnologie di monitoraggio, tra cui reti sismiche, boe ondametriche, radar costieri, microbarometri e sistemi avanzati di elaborazione dei dati. L’obiettivo è migliorare la conoscenza dei fenomeni meteo-marini estremi e mettere a disposizione strumenti più efficaci per la sicurezza delle aree costiere interessate dal progetto.
Le nuove stazioni non saranno utilizzate esclusivamente per la registrazione dei terremoti. Gli strumenti consentiranno infatti di misurare anche il cosiddetto “microseism”, il rumore sismico naturale generato dal moto ondoso, un parametro che permette ai ricercatori di ricavare informazioni sull’intensità e sull’evoluzione nello spazio e nel tempo degli eventi meteo-marini.
Spadaro ha definito la partecipazione del Comune un contributo alla ricerca scientifica e allo sviluppo di sistemi di monitoraggio ambientale e prevenzione. L’assessore ha anche ringraziato il dirigente del III Settore del Comune, l’architetto Fabio Bellaera, e i referenti scientifici dell’Università di Catania, i professori Andrea Cannata e Francesco Panzera, per il lavoro svolto nella realizzazione del progetto.



