Con la fine dell’anno scolastico torna una delle spese più pesanti per molte famiglie: i centri estivi. Tra campus sportivi, attività ricreative e servizi educativi, i costi possono superare diverse centinaia di euro al mese. Per il 2026 sono confermati contributi pubblici, agevolazioni fiscali e strumenti di welfare aziendale destinati a sostenere le spese delle famiglie con figli.
La misura principale resta il fondo nazionale per le politiche familiari confermato dalla Legge di Bilancio 2026. Il provvedimento, approvato con la Legge n. 199 del 30 dicembre 2025, prevede uno stanziamento annuale di 60 milioni di euro destinato ai servizi socioeducativi territoriali.
Le risorse non arrivano direttamente ai cittadini. I fondi vengono assegnati ai Comuni, che successivamente pubblicano bandi o voucher dedicati alle famiglie.
I termini per le richieste da parte delle amministrazioni locali al Dipartimento per le Politiche della Famiglia si sono chiusi il 28 maggio 2026. Tra giugno e luglio i Comuni inizieranno quindi a pubblicare gli avvisi operativi.
Ogni ente locale potrà scegliere modalità differenti. Alcuni ridurranno le tariffe dei centri estivi comunali, altri distribuiranno contributi utilizzabili nelle strutture private convenzionate.
Per questo motivo le famiglie dovranno monitorare gli Albi pretori comunali e i siti istituzionali. In molti casi le domande vengono accolte fino a esaurimento fondi seguendo l’ordine cronologico di presentazione.
ISEE e requisiti: chi può ottenere i contributi
Accanto ai fondi statali restano attivi anche gli aiuti regionali finanziati attraverso programmi collegati al Fondo Sociale Europeo.
Secondo quanto previsto dai bandi regionali degli ultimi anni, i contributi sono destinati soprattutto ai nuclei con entrambi i genitori occupati oppure con un genitore in cassa integrazione o mobilità.
Le soglie ISEE variano da Regione a Regione ma, nei programmi già annunciati, si collocano generalmente tra 30mila e 35mila euro.
Una parte delle risorse viene destinata ai minori con disabilità. I contributi possono coprire anche il costo degli educatori di sostegno previsti dalla Legge 104, senza spese aggiuntive per le famiglie.
Detrazione fiscale limitata nel modello 730
Per chi non riesce ad accedere ai bonus diretti resta la possibilità di recuperare una parte delle spese attraverso la dichiarazione dei redditi.
La detrazione del 19% non si applica automaticamente a tutti i centri estivi. Il beneficio fiscale è riconosciuto soltanto se le attività vengono organizzate da associazioni sportive dilettantistiche o società sportive registrate al Registro nazionale delle attività sportive.
La detrazione si calcola su una spesa massima di 210 euro per ciascun figlio tra i 5 e i 18 anni.
Welfare aziendale e rimborsi in busta paga
Nel settore privato cresce il peso del welfare aziendale. Con le soglie dei fringe benefit fissate fino a 2mila euro per i dipendenti con figli a carico, molte imprese stanno includendo il rimborso dei centri estivi tra le spese coperte dai piani aziendali.
Il vantaggio fiscale è rilevante: i rimborsi non concorrono alla formazione del reddito e non sono soggetti a contributi.
Le aziende possono riconoscere il beneficio direttamente in busta paga oppure attraverso voucher e piattaforme dedicate.
Atteso il nuovo bando INPS 2026
Nelle prossime settimane è atteso anche il nuovo bando INPS dedicato ai centri estivi.
Seguendo il modello degli anni precedenti, il contributo dovrebbe riguardare i figli tra i 3 e i 14 anni di dipendenti e pensionati pubblici iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali.
L’agevolazione può coprire fino a 100 euro a settimana per un massimo di quattro settimane, anche non consecutive.
Il contributo include attività sportive, pasti, assicurazione e gite organizzate dai centri estivi.
Al momento il bando 2026 non è ancora stato pubblicato dall’INPS. Le domande, come avvenuto negli anni precedenti, dovrebbero essere gestite attraverso graduatoria legata all’ISEE familiare.




