La rottamazione quinquies potrebbe cambiare volto nelle prossime settimane. Al Senato sono in discussione diversi emendamenti al decreto fiscale n. 38/2026 che puntano ad ampliare la platea dei debiti ammessi alla definizione agevolata introdotta con la Legge di Bilancio 2026.
Il testo attualmente in vigore consente di regolarizzare i carichi affidati all’Agente della riscossione tra il 2000 e il 2023 pagando capitale e spese, senza sanzioni, interessi di mora e aggio. La finestra per aderire si è chiusa il 30 aprile 2026. Entro il 30 giugno 2026, come previsto da Agenzia delle Entrate-Riscossione, arriveranno le comunicazioni con gli importi dovuti e i bollettini di pagamento.
La discussione parlamentare nasce anche dai numeri delle adesioni. Secondo le stime circolate nelle ultime settimane, le domande sarebbero state circa 1,8 milioni, una quota inferiore rispetto alla platea potenziale dei contribuenti interessati.
Tra le modifiche più rilevanti c’è l’ipotesi di includere nella rottamazione anche le cartelle derivanti da accertamenti fiscali. La proposta viene sostenuta da esponenti della maggioranza e allargherebbe sensibilmente il perimetro della misura, coinvolgendo posizioni finora escluse.
Un altro intervento riguarda i tributi locali. Nel pacchetto di emendamenti si valuta la possibilità di estendere la definizione agevolata a debiti relativi a Imu, Tari, Tasi, imposta di soggiorno, canoni comunali e multe stradali. In questo caso l’adesione sarebbe facoltativa per i Comuni, che dovrebbero deliberare l’ingresso nella procedura e comunicarlo all’Agente della riscossione entro una scadenza ancora in discussione.
Per i contribuenti cambierebbe soprattutto il peso delle maggiorazioni accumulate nel tempo. Resterebbero da versare il debito originario e le spese, mentre verrebbero eliminati interessi e sanzioni accessorie. Per le multe stradali, però, la sanzione principale continuerebbe a essere dovuta.
Nel confronto parlamentare è entrato anche il tema delle Casse previdenziali professionali. La versione attuale della quinquies comprende i debiti contributivi verso l’Inps ma non quelli verso gli enti previdenziali privati di avvocati, ingegneri, architetti e altre categorie professionali. Le associazioni di settore chiedono una modifica che consenta alle singole Casse di aderire su base volontaria.
Tra i correttivi considerati più probabili figura anche l’introduzione dei cinque giorni di tolleranza per i pagamenti delle rate. La misura è già prevista nella rottamazione quater ma non compare nella quinquies. L’obiettivo è evitare la decadenza automatica dal beneficio in caso di ritardi minimi nei versamenti.
Resta aperta anche la partita dei contribuenti decaduti dalla rottamazione quater. Alcuni emendamenti puntano a riaprire i termini per chi non ha rispettato le ultime scadenze, consentendo il rientro nella procedura agevolata.
Al momento, però, nessuna modifica è definitiva. Le norme attuali restano valide fino all’approvazione del decreto da parte del Parlamento. Chi ha già aderito alla rottamazione quinquies dovrà quindi continuare a fare riferimento al calendario oggi in vigore, con prima scadenza fissata al 31 luglio 2026.



