L’AIFA ha richiamato l’attenzione sul sovradosaggio paracetamolo negli adolescenti, sottolineando come un uso improprio del farmaco — percepito erroneamente come privo di rischi — possa causare danni epatici gravi e irreversibili.
L’allerta si basa sui dati della Rete Nazionale di Farmacovigilanza e, in particolare, sulle segnalazioni del Centro Antiveleni di Pavia, che documentano un numero significativo di episodi intenzionali in questa fascia di età. L’agenzia esclude un incremento dei casi nel tempo e non rileva comportamenti imitativi riconducibili a sfide social, ma definisce il fenomeno “un rischio clinico rilevante”.
Il paracetamolo è tra i farmaci da banco più diffusi in Italia, presente in decine di specialità contro dolore e febbre. Proprio la sua accessibilità contribuisce a una percezione distorta della sua innocuità. Secondo quanto comunicato dall’AIFA, molti episodi di sovradosaggio intenzionale negli adolescenti sono legati a gesti impulsivi o dimostrativi — non necessariamente a intenzioni suicidarie — e a una scarsa consapevolezza delle conseguenze cliniche reali.
Paracetamolo e rischio epatico: cosa succede in caso di sovradosaggio
Il danno al fegato è la conseguenza più grave. I sintomi non compaiono subito: nelle prime ore l’avvelenamento può essere del tutto asintomatico. Tra il primo e il terzo giorno si manifestano nausea, vomito e dolore addominale. Tra il terzo e il quarto giorno possono comparire ittero (ingiallimento di cute e occhi) e sanguinamenti. Nei casi più severi, dopo cinque giorni, si può sviluppare insufficienza epatica che richiede trattamento intensivo o trapianto di fegato.
L’AIFA ricorda che il rischio aumenta in presenza di patologie epatiche preesistenti e in caso di assunzione contemporanea di più farmaci contenenti paracetamolo — situazione frequente quando si usano insieme antidolorifici e prodotti per tosse e raffreddore senza leggere le etichette.
Le raccomandazioni dell’agenzia per famiglie e operatori sanitari indicano di attenersi alle dosi del foglio illustrativo, rispettare l’intervallo minimo tra somministrazioni e non combinare prodotti con lo stesso principio attivo. In caso di sospetto sovradosaggio — anche in assenza di sintomi — l’AIFA invita a contattare immediatamente il 112 o i Centri Antiveleni attivi sul territorio nazionale: Ospedale Niguarda di Milano (02 66101029) e Policlinico Gemelli di Roma (06 3054343).
Le linee guida aggiornate e la scheda tecnica del farmaco sono consultabili sul portale ufficiale AIFA.
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