Mancano poche ore alla chiusura dei termini per la rottamazione-quinquies, la misura fiscale che permette ai contribuenti di estinguere i debiti iscritti a ruolo senza il peso di sanzioni e interessi. Entro giovedì 30 aprile, gli interessati dovranno inviare la domanda esclusivamente in via telematica attraverso il portale istituzionale di Agenzia delle Entrate-Riscossione.
L’iniziativa si inserisce in un solco ormai consolidato di politiche per il recupero del credito, che negli ultimi anni hanno visto una partecipazione massiccia. Basti pensare che le precedenti edizioni della definizione agevolata hanno coinvolto milioni di contribuenti, permettendo allo Stato di incassare miliardi di euro di arretrati che altrimenti sarebbero rimasti nel cosiddetto “magazzino” della riscossione, un archivio che supera ormai i 1.100 miliardi di euro di carichi pendenti.
La definizione agevolata delle cartelle, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, si rivolge ai carichi affidati alla riscossione in un arco temporale molto ampio, che va dal 1° gennaio 2000 fino al 31 dicembre 2023. La norma copre una vasta gamma di pendenze, dalle imposte dichiarate e non versate ai contributi Inps omessi, fino alle multe stradali elevate dalle prefetture.
I requisiti per l’adesione alla rottamazione-quinquies
Per beneficiare dello sconto su interessi e sanzioni, i cittadini devono agire rapidamente sul sito ufficiale. Il sistema prevede due percorsi: uno attraverso l’area riservata, accessibile tramite Spid, Cie o Cns, dove è possibile visualizzare l’elenco automatico dei debiti “rottamabili”, e uno in area pubblica per chi non dispone di credenziali forti, previa allegazione dei documenti di identità.
In fase di istanza, il contribuente è chiamato a compiere una scelta fondamentale sulla modalità di erogazione del dovuto. La legge permette infatti di optare per il versamento in un’unica soluzione oppure per una dilazione del pagamento estremamente estesa. In questo caso, il piano può arrivare fino a un massimo di 54 rate distribuite in 9 anni, con una soglia minima di 100 euro per ogni singola rata.
Sanzioni e interessi azzerati per le vecchie cartelle
Il vantaggio principale resta l’abbattimento dei costi accessori della cartella esattoriale. Chi aderisce entro la scadenza del 30 aprile potrà limitarsi a pagare la quota capitale del debito, vedendo cancellati l’aggio della riscossione, gli interessi di mora e le sanzioni amministrative. Questa opportunità rappresenta un’importante boccata d’ossigeno per famiglie e imprese che intendono ripulire la propria posizione fiscale.
È importante ricordare che la procedura è totalmente digitale. Non sono previste modalità di consegna cartacea presso gli sportelli fisici. La ricezione della domanda verrà confermata dal sistema e, successivamente, l’ente della riscossione comunicherà l’ammontare complessivo dovuto e le scadenze dei bollettini, garantendo così la certezza dei tempi per la regolarizzazione definitiva.



