L’erogazione dell’assegno unico di aprile 2026 segna il ritorno a una stabilità negli importi dopo le oscillazioni dei primi mesi dell’anno. Molti nuclei familiari noteranno cifre leggermente ridotte rispetto a marzo, mese in cui l’INPS aveva accorpato la rivalutazione Istat e il versamento degli arretrati di gennaio. Le date stabilite per i pagamenti seguono un doppio binario: lunedì 20 e martedì 21 aprile per chi non ha variazioni, mentre chi ha presentato nuove istanze riceverà il contributo tra il 27 e il 30 del mese.
L’Assegno unico e universale, introdotto nel 2022, ha radicalmente semplificato il sistema di welfare italiano, assorbendo misure storiche come le detrazioni per figli a carico e l’assegno per i nuclei numerosi. In un contesto nazionale segnato da un tasso di natalità ai minimi storici — con meno di 380.000 nuovi nati registrati nell’ultimo anno — il potenziamento delle soglie Isee e delle maggiorazioni rappresenta un pilastro della politica demografica. La protezione sociale per le famiglie con figli incide oggi per circa il 1,3% del PIL, una cifra che mira ad allinearsi alla media europea per sostenere i consumi dei nuclei con minori.
Come cambiano le soglie Isee e gli importi dell’assegno unico
La rivalutazione basata sull’indice del costo della vita ha modificato profondamente gli scaglioni di accesso. Il tetto per la prima fascia è salito da 17.227,33 a 17.468,51 euro, consentendo a una platea più vasta di beneficiare dell’importo massimo di 203,8 euro per figlio. Parallelamente, la soglia oltre la quale viene erogato solo il contributo minimo è stata innalzata a 46.582,71 euro. Chi non ha aggiornato la propria Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) riceverà d’ufficio la quota base: 58,30 euro per i minorenni e 29,10 euro per i maggiorenni under 21.
Il calcolo dell’indicatore economico per l’anno corrente risulta sensibilmente più vantaggioso per i proprietari di immobili. Le franchigie sulla prima casa nelle città metropolitane sono state innalzate fino a 120.000 euro, escludendo inoltre dal computo le abitazioni dichiarate inagibili per calamità. Resta confermata l’esclusione di titoli di Stato e buoni fruttiferi postali fino a una giacenza di 50.000 euro, una misura che permette a molti contribuenti di rientrare in fasce di reddito più favorevoli, aumentando così l’assegno percepito.
Tabelle e ricalcoli per le maggiorazioni variabili
Le maggiorazioni fisse e variabili hanno subito un ritocco verso l’alto per compensare l’inflazione. L’importo per i figli under 21 non autosufficienti è passato a 122,3 euro, mentre per la disabilità grave si arriva a 110,6 euro. Notevole l’incremento per i figli ulteriori al secondo, che nella fascia Isee più bassa tocca i 99,1 euro. Anche il bonus per le madri giovani, con età inferiore a 21 anni, è stato aggiornato a 23,3 euro mensili.
Le famiglie che non hanno ancora provveduto all’invio della documentazione corretta hanno comunque una finestra temporale per rimediare. C’è tempo infatti fino al 30 giugno per presentare l’Isee aggiornato e ottenere il ricalcolo completo comprensivo di tutti gli arretrati maturati da marzo. In assenza di questo passaggio entro l’estate, il diritto ai conguagli pregressi decadrà, cristallizzando l’assegno sull’importo minimo per il resto dell’anno solare.



