L’INPS ha ufficializzato le date per il versamento dell’Assegno unico relativo al mese di aprile 2026, confermando l’accredito diretto sui conti correnti dei beneficiari tra lunedì 20 e martedì 21 aprile. La misura, pilastro del welfare familiare italiano, spetta ai nuclei con figli a carico dalla nascita fino al compimento del ventunesimo anno, a patto che per i maggiorenni sussistano requisiti legati allo studio, al tirocinio o all’occupazione a basso reddito. L’erogazione automatica riguarda i nuclei che non hanno subito variazioni rispetto ai mesi precedenti, garantendo la continuità del sostegno economico.
Dalla sua introduzione strutturale, avvenuta nel marzo 2022, l’Assegno unico ha sostituito una giungla di bonus frammentati, portando l’Italia ad allinearsi parzialmente alla media europea per la spesa dedicata all’infanzia. Secondo i dati storici del monitoraggio INPS, il beneficio raggiunge mediamente 6 milioni di nuclei familiari per un totale di quasi 10 milioni di figli, con una spesa annua che supera i 18 miliardi di euro. Nonostante la natura universale, il divario tra l’importo minimo e quello massimo resta marcato, riflettendo la volontà del legislatore di redistribuire le risorse in base alla reale capacità economica attestata dall’indicatore ISEE.
Scadenze ISEE e calcolo del contributo alle famiglie
L’entità del pagamento dell’Assegno unico rimane strettamente legata alla fascia ISEE del nucleo richiedente. Sebbene il contributo venga riconosciuto anche a chi non ha ancora presentato la dichiarazione aggiornata per il 2026 o a chi supera la soglia di 45.939,56 euro, in tali circostanze l’Istituto eroga esclusivamente l’importo minimo previsto dalla normativa. Questa flessibilità permette alle famiglie di non perdere il diritto alla prestazione, pur ricevendo una somma ridotta in attesa della regolarizzazione documentale.
Per ottimizzare l’importo e sbloccare le maggiorazioni spettanti, i cittadini hanno tempo fino al 30 giugno per presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). Qualora l’indicatore venisse aggiornato entro tale data, l’INPS provvederà al ricalcolo delle mensilità precedenti con effetto retroattivo, liquidando gli arretrati maturati a partire da marzo. Oltre il termine di giugno, invece, l’adeguamento dell’importo decorrerà esclusivamente dal mese di presentazione della domanda, senza possibilità di recupero per le somme pregresse.
Modalità di accredito e requisiti per i figli maggiorenni
La procedura di pagamento prevede l’accredito diretto sulle coordinate IBAN indicate all’atto della domanda, che devono essere intestate o cointestate al richiedente. Per i figli tra i 18 e i 21 anni, la continuità del beneficio non è automatica come per i minorenni: i ragazzi devono essere iscritti a corsi di formazione scolastica, professionale o di laurea, oppure essere impegnati nel servizio civile universale o in attività lavorative con reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui.
L’Assegno unico si conferma dunque uno strumento dinamico, capace di variare non solo per l’inflazione e le rivalutazioni annuali, ma anche in base alla composizione del nucleo. La struttura modulare del contributo prevede infatti maggiorazioni specifiche per i figli disabili, per le madri giovani sotto i 21 anni e per i nuclei numerosi, garantendo una protezione differenziata che segue l’evoluzione del contesto familiare e lavorativo del cittadino.



