Modica – “Un impegno mantenuto nei confronti dei territori e dei Comuni siciliani che quotidianamente affrontano l’emergenza del randagismo. Con l’approvazione del comma 6 dell’articolo 11 della manovra finanziaria, abbiamo stanziato 3,5 milioni di euro per alleggerire il peso economico che grava sulle amministrazioni locali per la gestione e il ricovero degli animali”. Lo dichiara l’Onorevole Ignazio Abbate, che prima da amministratore di enti locali e poi da rappresentante regionale di un intero territorio, si è sempre speso per la difesa ed il benessere della popolazione canina randagia.
“Il provvedimento prevede che, per l’esercizio finanziario 2026, una somma pari a 3 milioni e 500 mila euro sia ripartita tra i Comuni in proporzione alle spese effettivamente sostenute dagli stessi nel corso del 2025 per l’ospitalità della popolazione canina presso strutture di ricovero pubbliche o private convenzionate. Sappiamo bene quanto i costi di custodia e mantenimento dei cani, ma anche dei felini, rappresentino una voce di spesa spesso insostenibile per i bilanci comunali – prosegue l’On. Abbate –. Con questo stanziamento non solo forniamo un aiuto finanziario diretto, ma incentiviamo una gestione corretta e dignitosa del benessere animale, in linea con le finalità della legge regionale n. 15 del 2022”. L’Onorevole Abbate ha poi voluto rivolgere un pensiero particolare a chi opera sul campo: “Dietro ogni struttura comunale e ogni rifugio c’è l’instancabile lavoro di centinaia di volontari.
A loro va il mio più profondo ringraziamento e il mio elogio: con dedizione e immenso spirito di sacrificio, si occupano quotidianamente della cura e del benessere di cani e gatti, colmando spesso lacune istituzionali con il solo amore per gli animali. Sono loro il vero cuore pulsante di questo sistema di protezione ed è anche per dare respiro al loro prezioso operato che ci siamo battuti per queste risorse. Questa misura dimostra la sensibilità del Parlamento Regionale verso una problematica che ha risvolti non solo economici, ma anche sanitari e di sicurezza pubblica”.




