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Coronavirus in Sicilia, positivi in aumento a Catania e a Ragusa: pronti a chiudere?

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Coronavirus in Sicilia, positivi in aumento a Catania e a Ragusa: pronti a chiudere? Coronavirus in Sicilia, positivi in aumento a Catania e a Ragusa: pronti a chiudere?

Palermo - La Sicilia è la  quarta regione d’Italia per numero di contagi da coronavirus. Solo ieri sono stati registrati 42 contagi 5 dei quali di migranti. Oltre ai 16 del capoluogo 8 nuovi positivi a Ragusa (totale ad oggi 14 agosto di 38 positivi), 5 a Siracusa, 4 a Messina, 4 a Catania, 3 a Caltanissetta, 2 ad Agrigento. Inoltre il ministero della Salute segnala che durante la settimana la Sicilia è stata la Regione con il più alto indice di contagio in Italia, 1,40. Numeri che destano preoccupazione perché costantemente in crescita a ritmi simili a quelli del Nord. Il presidente dell’Anci teme nuove chiusure: « Non possiamo nascondere la preoccupazione per l’aumento dei casi di Covid- 19 in Sicilia, così come in diverse zone del Paese e d’Europa — dice Leoluca Orlando — di fronte al rischio di nuovi lutti, le autorità stanno facendo quanto necessario per limitare i contagi ma ancora una volta è essenziale il rispetto delle norme di prevenzione più basilari a partire dall’indossare la mascherina ed evitare gli assembramenti.

Di fronte a ulteriori contagi vi sarebbe la necessità di nuove chiusure e blocchi devastanti per la nostra economia». A destare preoccupazione è anche il caos delle ordinanza. Uno dei focolai che preoccupa di più è quello di Ragusa, con diversi ragazzi rientrati da Malta e risultati positivi al coronavirus. A Pozzallo ogni giorno con due aliscafi arrivano mille persone da Malta, tra turisti e siciliani di rientro. Da qui l’ordinanza firmata mercoledì dal governatore Nello Musumeci che prevede una stretta per chi arriva in Sicilia da Malta, Grecia e Spagna. Ordinanza che scatta da oggi e che prevede la quarantena per 14 giorni e tampone per i siciliani che tornano da questi paesi, mentre per i turisti si prevede l’obbligo di iscrizione all’app " SiciliaSiCura" per essere tracciati ma nessun tampone.

Tutto chiaro quindi? Assolutamente no, perché nel frattempo ieri è scattata sul territorio nazionale l’ordinanza nazionale firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza che prevede tamponi entro 48 ore per chi arriva da questi paesi ( aggiungendo in più anche la Croazia) e nessuna quarantena. Quindi da oggi quale ordinanza prevale? « Ci stiamo confrontando continuamente con Roma — dice l’assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza — noi al momento manteniamo la nostra ordinanza che prevede la quarantena per i siciliani di rientro e il solo tracciamento per i turisti che arrivano da questi paesi. Faremo una piccola correzione per aggiungere anche la Croazia. Comunque, ripeto, anche dal ministero ci dicono che possiamo agire come previsto: l’ordinanza del presidente Musumeci, prevedendo la quarantena per i siciliani di rientro, è più stringente di quella nazionale.

E i turisti saranno contattati dalle nostre unità operative mediche attraverso l’app e quindi monitorati». In questo quadro confuso ieri non c’è stato quindi alcun controllo. All’aeroporto di Catania, ad esempio, è atterrato un volo proveniente dalla Grecia e nessuno è stato registrato. Stesso discorso per l’aliscafo della mattina che da Malta ha attraccato a Pozzallo con 500 persone a bordo. Ma in questo caso il sindaco Roberto Ammatuna ha chiesto un intervento del prefetto chiedendo di fare i tamponi in base all’ordinanza nazionale: dopo un vertice in prefettura, e in assenza di tamponi dell’Asp, per chi è arrivato da Malta a Pozzallo con l’aliscafo della sera è stata prevista quanto meno un registrazione obbligatoria. Insomma, un grande caos.

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