A Ragusa una minorenne indagata per auto-addestramento e apologia di terrorismo internazionale sarebbe stata collocata in una comunità, in esecuzione di un’ordinanza. A riferirlo è il senatore Salvo Sallemi di Fratelli d’Italia, che ha commentato l’operazione elogiando il lavoro delle forze dell’ordine e dell’intelligence.
Secondo il senatore, all’indagine hanno lavorato la Digos della Questura di Ragusa, la Direzione centrale della Polizia di prevenzione e l’Aisi, l’agenzia di informazione e sicurezza interna. Il procedimento fa capo, sempre secondo Sallemi, alla Procura per i minorenni di Catania. Il collocamento in comunità è una misura disposta nei confronti di una persona indagata e non equivale a un accertamento di responsabilità.
«Un plauso agli uomini e alle donne della Digos della Questura di Ragusa, alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e alla nostra intelligence interna (Aisi) per la brillante operazione», ha dichiarato il parlamentare di Fratelli d’Italia.
Sallemi ha poi attribuito il risultato al «lavoro tempestivo» e all’«elevata professionalità» di forze dell’ordine e magistratura minorile, che a suo dire «hanno permesso di intercettare un grave percorso di radicalizzazione jihadista, condotto e veicolato anche attraverso l’uso spregiudicato dei social media e delle nuove tecnologie».
Il senatore ha legato il caso al tema della prevenzione nelle scuole e tra i giovani: «Quanto accaduto conferma ancora una volta la validità del nostro sistema di prevenzione e l’importanza strategica del monitoraggio del territorio e della rete, anche nei contesti scolastici e giovanili».



