La società ragusana IngegnoLab ha vinto il primo premio agli Hotel Designer Awards 2026 nella categoria «Smart & Tech Room». Il progetto premiato è la «Nefusa Circadian Room», una camera d’albergo pensata per chi viaggia per lavoro, con tutta la tecnologia nascosta alla vista.
Il riconoscimento è stato assegnato durante l’Hospitality Day al Palacongressi di Rimini, l’appuntamento dedicato all’ospitalità e all’hotellerie che richiama oltre 5.000 professionisti del settore da diversi Paesi. Al concorso internazionale hanno partecipato 180 progetti, e soltanto 30 sono arrivati in finale. IngegnoLab ha sede a Ragusa e si occupa di progettazione architettonica e impiantistica, di consulenza energetica e di render fotorealistici.
Il nome del progetto richiama l’antico termine arabo An-Nafasāt, legato al concetto di fonte di salute e rigenerazione. La stanza è stata concepita come una business room. Unisce un’illuminazione circadiana studiata per seguire i ritmi biologici dell’ospite, impianti completamente integrati e invisibili, e un sistema di isolamento acustico con diffusione sonora non percepibile.
«Spiccare in una cornice di riferimento internazionale come l’Hospitality Day è la conferma che il nostro approccio integrato è la strada giusta», ha detto Giovanni Nicosia, Ceo di IngegnoLab. «Con la Nefusa Circadian Room abbiamo voluto dimostrare che il futuro dell’hotellerie non è esclusivamente legato al lusso estetico e materico, ma si estende alla tecnologia che genera benessere, diventando essa stessa forma esclusiva di lusso».
Il concept parte dalle esigenze del viaggiatore d’affari. «Il significato di An-Nafasāt ha guidato ogni nostra scelta progettuale», ha spiegato Federica Buscema, architetto e project leader dell’iniziativa. «Volevamo che l’ospite percepisse immediatamente un senso di equilibrio e ordine, entrando in un ambiente in cui i materiali e la tecnologia non risultassero invasivi, ma perfettamente integrati nell’esperienza di riposo e produttività dei business traveler».
Sul piano tecnico, il progetto ha richiesto di integrare componenti impiantistiche e architettoniche nello stesso spazio.
«La vera sfida tecnologica è stata rendere la complessità completamente invisibile», ha dichiarato Antonino Gambadoro, Cto di IngegnoLab. «Abbiamo ingegnerizzato la stanza integrando l’impiantistica a scomparsa totale e una diffusione sonora impercettibile alla vista, lasciando che sia esclusivamente il comfort dell’ospite a parlare».



