L’Italia si trova ad affrontare un “inverno demografico” sempre più rigido: i dati INPS più recenti mostrano che nel 2025 le nascite sono scese sotto la soglia delle 370.000 unità, con una flessione del 3% rispetto all’anno precedente. In questo scenario, l’Assegno Unico Universale (AUU) rappresenta lo strumento principale messo in campo dallo Stato per sostenere la genitorialità e offrire un aiuto concreto alle famiglie, dal settimo mese di gravidanza fino all’età adulta dei figli.
Che cos’è l’Assegno Unico Universale?
Introdotto nel 2022, l’AUU è un contributo mensile che ha semplificato il sistema dei bonus familiari. Ha infatti assorbito e sostituito vecchie misure come il “bonus bebè” (oggi trasformato in Bonus Nascite), le detrazioni per figli minorenni e il bonus per il terzo figlio, unificandoli in un’unica erogazione economica stabile.
A chi spetta: la platea dei beneficiari 2026
La misura è definita “universale” perché non esclude nessuno, ma l’importo varia in base alla situazione economica. Possono richiederlo:
- Lavoratori: dipendenti, autonomi e liberi professionisti.
- Non occupati: disoccupati e nuclei senza reddito.
- Pensionati.
Limiti di età e condizioni
L’assegno viene corrisposto per:
- Minorenni: dal 7° mese di gestazione fino ai 18 anni.
- Figli con disabilità: senza alcun limite di età.
- Maggiorenni fino a 21 anni: a patto che studino, frequentino tirocini o corsi professionali, siano iscritti ai centri per l’impiego o svolgano il Servizio Civile.
Nota sul carico fiscale: Un figlio è considerato “a carico” se il suo reddito annuo non supera i 4.000 € (fino a 24 anni) o i 2.840,51 € (fino a 30 anni). I figli disabili sono sempre considerati a carico, indipendentemente dal reddito o dall’età.
Requisiti di cittadinanza e residenza
Per accedere al beneficio, il richiedente deve:
- Essere cittadino italiano, UE, o extra-UE con regolare permesso di soggiorno di lungo periodo (o di lavoro/ricerca di almeno un anno).
- Essere residente e domiciliato in Italia con i figli per tutta la durata del sussidio.
- Aver risieduto in Italia per almeno due anni (anche non continuativi) o avere un contratto di lavoro (indeterminato o determinato di almeno 6 mesi).
- Pagare l’IRPEF in Italia.
Gli importi del 2026: l’impatto dell’ISEE
Sebbene l’assegno spetti a tutti, la cifra mensile è fortemente influenzata dall’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente).
- Importo Massimo: Con un ISEE inferiore a 17.470 €, si percepiscono 204 € al mese per ogni figlio minorenne.
- Importo Minimo: Con un ISEE superiore a 46.583 € (o in assenza di ISEE), si ricevono 58,30 € per figlio.
- Fasce intermedie: Per valori compresi tra queste soglie, l’importo viene calcolato in maniera proporzionale.
Le Maggiorazioni previste
Oltre alla quota base, esistono bonus extra cumulabili:
- Dal terzo figlio in poi: fino a 97,68 € aggiuntivi (in base all’ISEE).
- Figli con disabilità: maggiorazioni fisse tra 91 € e 122 € (indipendenti dall’ISEE).
- Madri under 21: bonus fisso di 23,3 € per figlio.
- Genitori entrambi lavoratori: fino a 34,4 € extra per figlio minore.
Calendario e scadenze decisive
L’INPS ha già delineato i pagamenti per il 2026, ma la data più importante per le famiglie è il 28 febbraio.
- Entro il 28 febbraio: è necessario rinnovare il modello ISEE per mantenere l’importo corretto da marzo in poi.
- Dal 1° marzo: in mancanza di ISEE aggiornato, l’erogazione scende automaticamente al minimo di 58,30 €.
- Entro il 30 giugno: c’è tempo per regolarizzare l’ISEE e ottenere tutti gli arretrati spettanti da marzo.




