Il Mediterraneo si prepara a un inizio di settimana turbolento. I riflettori degli esperti sono puntati su “Harry”, il nome attribuito al sistema depressionario che, a partire da domenica, inizierà a stringere la sua morsa sulla Sicilia. E’ quanto si legge in un post del Centro meteorologico Siciliano pubblicato sui social che riportiamo di seguito. “Tra titoli allarmistici e termini tecnici, è necessario fare chiarezza sulla reale natura di questo fenomeno.
Ciclone Mediterraneo vs Medicane: le differenze
Spesso si tende a confondere un comune ciclone mediterraneo con il più temibile Medicane (Mediterranean Hurricane). Ecco perché Harry appartiene alla prima categoria:
- Il Ciclone Mediterraneo (Harry): È una struttura depressionaria extra-tropicale, molto comune nelle nostre latitudini durante l’inverno. Si alimenta grazie allo scontro tra masse d’aria di temperature diverse (aria fredda polare contro aria calda africana). Sebbene non sia un uragano, può generare venti tempestosi e piogge torrenziali.
- Il Medicane: È un fenomeno raro che “imita” gli uragani tropicali. Ha un cuore caldo, una struttura simmetrica a spirale e trae energia principalmente dal calore sprigionato dalle acque del mare.
Cosa aspettarsi da Harry?
Nonostante Harry non sia classificabile come Medicane, la sua intensità non va sottovalutata. Il sistema svilupperà un minimo di pressione molto profondo al suolo, che agirà come una potente calamita per i venti.
- Venti e Mareggiate: Sono previste raffiche a tratti tempestose, specialmente lungo il versante ionico e nel Canale di Sicilia.
- Precipitazioni: Il rischio di piogge intense e persistenti è elevato, con potenziali criticità idrogeologiche nelle zone più esposte.
La guida alla consapevolezza
In meteorologia, la prudenza non è mai troppa, ma il panico è cattivo consigliere. Per affrontare le prossime ore con la giusta consapevolezza, è fondamentale:
- Diffidare dai termini sensazionalistici: “Harry” è un ciclone intenso, ma rientra nelle dinamiche atmosferiche tipiche del nostro bacino.
- Affidarsi ai canali ufficiali: Le decisioni su chiusure o restrizioni spettano esclusivamente alla Protezione Civile e alle autorità locali.
- Monitoraggio: Seguire l’evoluzione del minimo depressionario, la cui traiettoria esatta determinerà quali comuni riceveranno il carico maggiore di pioggia.




