Il 2026 segna una svolta per il welfare familiare italiano. Il Bonus Asilo Nido, lo strumento di sostegno per le spese educative dei bambini fino a 36 mesi, amplia il suo raggio d’azione includendo nuove strutture e semplificando drasticamente l’iter burocratico per i genitori.
1. Più strutture incluse: arrivano i micronidi e le sezioni primavera
La grande novità di quest’anno riguarda l’estensione del beneficio. Il rimborso non sarà più limitato ai soli asili nido pubblici e privati autorizzati, ma coprirà anche:
- Micronidi: strutture che accolgono piccoli dai 3 ai 36 mesi.
- Sezioni Primavera: classi dedicate ai bambini tra i 24 e i 36 mesi.
- Servizi Integrativi: spazi gioco e servizi educativi domiciliari, purché abilitati secondo le specifiche normative regionali.
Esclusioni: Restano fuori dal bonus le spese per ludoteche, centri ricreativi, servizi di pre e post-scuola e i centri per bambini e famiglie (dove è necessaria la presenza di un genitore).
2. Importi: quanto spetta alle famiglie?
Il contributo è parametrato sulla situazione economica del nucleo (ISEE minorenni) e sulla data di nascita del bambino:
- Per i nati dal 1° gennaio 2024:
- 3.600 € per nuclei con ISEE sotto i 40.000 €.
- 1.500 € per nuclei con ISEE superiore a 40.000 €.
- Per i nati prima del 2024:
- Il tetto massimo è di 3.000 € (per ISEE fino a 25.000 €), scalando poi a 2.500 € e infine a 1.500 € per le fasce di reddito più alte.
3. La rivoluzione della domanda “perenne”
Dal 1° gennaio 2026, l’INPS ha introdotto la validità pluriennale delle istanze. Una volta presentata e accolta, la domanda produrrà effetti automaticamente fino all’agosto dell’anno in cui il bambino compirà tre anni.
Cosa fare ogni anno? I genitori non dovranno più ripresentare tutto l’incartamento, ma sarà necessario:
- Prenotare le mensilità desiderate sul portale INPS.
- Allegare la prova di pagamento di almeno una retta (per i privati).
- Per i nidi pubblici a pagamento posticipato: è sufficiente caricare il documento di iscrizione o l’inserimento in graduatoria.
4. Assistenza domiciliare per patologie gravi
Il bonus si conferma un sostegno vitale anche per i bambini impossibilitati a frequentare le strutture collettive a causa di gravi malattie croniche. In questo caso, il contributo serve a finanziare l’assistenza presso l’abitazione. Per ottenerlo, occorre presentare annualmente un certificato del pediatra di libera scelta che attesti l’incompatibilità con la frequenza del nido per l’intero anno solare.
5. Pulizia amministrativa: pratiche 2025 e autotutela
L’INPS ha parallelamente dato mandato alle sedi territoriali di chiudere celermente le pendenze del 2025. Inoltre, l’Istituto sta procedendo al riesame in autotutela di alcune domande respinte in passato che, alla luce delle nuove interpretazioni normative più favorevoli, potrebbero ora essere accolte.




