Maltempo in Sicilia. Non c’è pace per il Sud Italia. Dopo le recenti nevicate a bassa quota, le mappe di Meteored annunciano una minaccia meteorologica di ben altra natura: un ciclone mediterraneo che tra lunedì 19 e martedì 20 gennaio 2026 potrebbe investire la Sicilia con venti di tempesta e piogge torrenziali.
Tutto nasce da un’anomalia su scala emisferica. A circa 10 km di altezza, la corrente a getto polare (l’autostrada dei venti che governa il clima europeo) si trova costretta a sdoppiarsi a causa di un muro di alta pressione proteso verso la Groenlandia.
Questa barriera, nota come onda di Rossby, costringe un ramo del getto a tuffarsi verso sud, accelerando bruscamente verso il Marocco. È qui che si crea il cosiddetto jet streak: un accumulo di energia cinetica che, sprofondando nell’entroterra africano, scava una depressione profondissima pronta a risalire verso la Sicilia.
Lunedì 19: la Sicilia nel quadrante critico
L’Isola si troverà esattamente nel punto di massima divergenza dei flussi, il settore più instabile del sistema. Il centro del ciclone si avvicinerà pericolosamente alle coste siciliane, innescando una serie di fenomeni estremi:
- Venti di tempesta e “Fetch” oceanico: L’approfondimento del minimo barico richiamerà raffiche impetuose di Scirocco. La forza del vento, soffiando ininterrottamente su un tratto di mare lungo oltre 700 km (il fetch), solleverà onde imponenti, con il rischio di pesanti mareggiate su tutto il litorale ionico.
- Effetto “Stau” e accumuli record: L’aria umida e calda africana, impattando contro i rilievi siciliani, genererà precipitazioni persistenti. Sotto osservazione speciale sono i versanti orientali di Peloritani, Etna e Iblei, dove gli accumuli pluviometrici potrebbero diventare critici in poche ore.

Data la complessità della configurazione (un blocco anticiclonico a nord e una depressione africana a sud), la traiettoria del ciclone potrebbe subire lievi variazioni. Tuttavia, il rischio di eventi alluvionali è concreto: è il momento di prestare massima attenzione ai messaggi di allerta della Protezione Civile.




