Il nuovo anno si apre con la conferma delle tempistiche INPS per l’Assegno Unico e Universale. L’Istituto ha ufficializzato il calendario delle erogazioni per il 2026, mantenendo la consueta distinzione tra i pagamenti “ordinari” e quelli soggetti a variazioni. Ricordiamo che la misura sostiene le famiglie dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni dei figli (senza limiti di età in caso di disabilità).
Le date di gennaio 2026
Per il primo mese dell’anno, l’accredito non avverrà per tutti nello stesso momento. Sono previste tre finestre temporali:
- 21 e 22 gennaio: Per i nuclei familiari che non hanno subito variazioni rispetto al mese precedente (importo invariato).
- Fine mese (ultima settimana): Per le famiglie che hanno comunicato modifiche nelle condizioni del nucleo (es. nuovi nati o variazione dei requisiti).
- Mese successivo alla domanda: Per chi ha appena presentato l’istanza, il primo bonifico arriverà entro la fine del mese seguente a quello della richiesta.
Rinnovo della domanda: cosa c’è da sapere?
Una delle domande più frequenti riguarda la necessità di ripresentare la richiesta ogni anno. La risposta è no:
- Rinnovo automatico: Se la domanda non è decaduta, revocata o respinta, non serve inviarne una nuova.
- Obbligo di comunicazione: Spetta però all’utente segnalare tempestivamente all’INPS eventuali cambiamenti (come la nascita di un figlio o variazioni nello stato civile) aggiornando il modello già esistente.
Il nodo ISEE e la DSU precompilata
Sebbene la domanda sia automatica, l’importo non lo è. Per ricevere la cifra corretta basata sulla propria fascia di reddito, è indispensabile presentare la nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per l’anno 2026.
- In assenza di ISEE: L’assegno verrà erogato con l’importo minimo previsto per legge.
- DSU Precompilata: Per velocizzare l’operazione, i cittadini possono accedere al portale unico dell’ISEE e utilizzare i dati già caricati dall’Agenzia delle Entrate (redditi, patrimonio immobiliare e composizione del nucleo). Una volta verificati e trasmessi, i dati verranno incrociati dall’INPS per il ricalcolo della quota spettante.




