Il 2026 segna il debutto effettivo di una misura molto attesa dalle famiglie italiane: il Bonus TARI. Si tratta di una riduzione del 25% sulla tassa dei rifiuti, pensata per alleggerire i costi fissi dei nuclei familiari che si trovano in una situazione di svantaggio economico.
1. Come funziona lo sconto: la rivoluzione dell’automatismo
Seguendo il modello già collaudato per i bonus luce, gas e acqua, anche l’agevolazione sulla spazzatura non richiede la compilazione di moduli complicati o file ai CAF.
- Nessuna domanda: Il cittadino deve solo presentare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) per ottenere l’ISEE 2026.
- Il sistema SGATE: Una volta emessa l’attestazione ISEE, l’INPS comunica i dati al sistema informatico nazionale. I Comuni e i gestori del servizio rifiuti attingono direttamente da questa banca dati per applicare lo sconto in bolletta.
2. Chi ha diritto al bonus? Le soglie ISEE
L’accesso allo sconto del 25% è subordinato al rispetto di determinati parametri economici:
- Soglia ordinaria: ISEE non superiore a 9.530 euro.
- Famiglie numerose: Per i nuclei con almeno 4 figli a carico, la soglia di accesso sale a 20.000 euro.
L’agevolazione è valida per una sola utenza domestica, che deve essere intestata a uno dei componenti del nucleo familiare anagrafico.
3. Tempistiche: quando si vedrà lo sconto?
Sebbene il diritto al bonus sia maturato nel corso del 2025 (anno di avvio normativo), l’applicazione pratica avviene quest’anno.
- In bolletta: Lo sconto verrà scalato dalla prima rata utile del 2026 e, in ogni caso, l’operazione dovrà concludersi entro il 30 giugno 2026.
- Casi particolari: Se il valore del bonus supera l’importo della prima bolletta, l’eccedenza sarà scalata dalle rate successive. Se la bolletta dovesse tardare oltre il 30 giugno, il Comune è tenuto a rimborsare l’utente tramite bonifico diretto.
4. Il nodo morosità: attenzione ai pagamenti arretrati
Il Bonus TARI è un premio alla regolarità. L’agevolazione spetta infatti solo a chi è in regola con i pagamenti degli anni precedenti. Se risultano debiti non ancora caduti in prescrizione, il Comune può trattenere il bonus per compensare la morosità, ma solo dopo aver inviato un sollecito formale. Se dopo 40 giorni dal sollecito il debito non viene saldato, lo sconto viene utilizzato dall’ente per coprire gli arretrati.
5. Chi paga il bonus? Il principio di solidarietà
Per finanziare questa misura è stato introdotto il principio della “perequazione”. In tutte le bollette degli italiani (comprese quelle di uffici e negozi) è presente dallo scorso anno la voce UR3, un contributo fisso di 6 euro all’anno. Questi fondi confluiscono in un conto gestito dalla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA) per coprire i costi degli sconti erogati alle famiglie meno abbienti.
In sintesi: cosa deve fare il cittadino?
Per ottenere il Bonus TARI 2026 non bisogna fare nulla se non aggiornare l’ISEE. Sarà l’incrocio dei dati tra INPS, Comune e gestore a far scattare lo sconto del 25% direttamente nella prossima bolletta della spazzatura.




